Domenica 15 febbraio ne parla Michele Montanelli al Museo di storia naturale del Mediterraneo per l’Associazione “Livorno come era”

Può capitare che il racconto di eventi e situazioni si sia tramandato e radicato nel tempo assumendo talora un alone leggendario, salvo rivelarsi privo di fondamento quando sottoposto a un’analisi più approfondita e documentata.
È appunto il caso di tre “abbagli” labronici di cui si parlerà domenica 15 febbraio (ore 17) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) con l’intervento di Michele Montanelli nell’ambito degli incontri divulgativi promossi dall’Associazione culturale “Livorno come era”: «Per quanto riguarda la Meloria – spiega Montanelli – si tratta del fatto che per circa tre secoli e mezzo, attorno al 1380, sullo scoglio della secca non vi è mai stata una torre. Vi era solo una piramide di sassi lasciata nel 1601 al termine del tentativo fallito di erigervi una torre che in effetti sarà costruita solo nel 1711 su progetto di Giovanni Maria Del Fantasia».
Un altro mito che tuttora sopravvive è quello riguardante il Voltone ovvero quanto risulterebbe visibile sotto la piazza della Repubblica che è in effetti un ponte sul Fosso Reale costruito attorno al 1840 su progetto di Luigi Bettarini: «Per il Voltone, in base alla dimostrazione documentaria, è impossibile che passandoci in barca, come molti asseriscono, si sia potuto vedere i piani più bassi del palazzo Malenchini e degli edifici attigui».

Si parlerà quindi del “maremoto” scaturito dalla lunga e intensa sequenza sismica che colpì Livorno nei primi mesi del 1742 e di cui la scossa principale si verificò il 27 gennaio con una magnitudine stimata di circa 5 gradi della scala Richter provocando diversi crolli e lesioni di edifici e naturalmente molta paura nella popolazione.
Associato al sisma si verificò anche un lieve tsunami (onda di porto) avvertito dalle navi attraccate a banchina, ma la cui massa d’acqua non arrivò certo all’altezza degli edifici di piazza Grande come rievocato nella tradizione popolare livornese: «Le relazioni stilate all’epoca parlano di un innalzamento del mare e di conseguenza dei Fossi di circa “un braccio e mezzo” equivalente a meno di un metro».
La cessazione delle scosse di terremoto, attribuita all’intercessione della Madonna di Montenero, è da allora celebrata il 27 gennaio di ogni anno con il voto solenne dell’offerta di un cero, l’omaggio floreale all’immagine della Madonna in piazza Grande e la posticipazione del Carnevale.
Michele Montanelli ha all’attivo numerose pubblicazioni, quasi tutte realizzate insieme alla moglie Clara Errico, anche lei valente studiosa, scomparsa nel 2024, derivanti da accurate ricerche di archivio fra le quali si possono ricordare “Il Regio Teatro Rossini di Livorno”, “Gorgona, storia di un’isola”, “La Torre della Meloria”, “Le buche da grano”, “Liutai e minugiai a Livorno e Pisa nel 1600”, “Il Mercato delle erbe e l’albero della cuccagna”, “La biscotteria” oppure “Il Fanale di Livorno”.
Info: ingresso a offerta libera; tel. 0586-266711.

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