La provincia entra in zona rossa per incidenza. In Italia oltre mille vittime in un solo anno

Nel 2025 la provincia di Livorno registra il più alto tasso di mortalità sul lavoro in Toscana, entrando ufficialmente in zona rossa per incidenza. In dodici mesi i decessi accertati sono stati 9, contro i 3 del 2024, un incremento che colloca il territorio al 24° posto a livello nazionale in rapporto al numero di occupati.
A certificare il dato è il report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, basato sull’elaborazione dei dati ufficiali INAIL, aggiornati al 31 dicembre 2025.
Numeri in forte crescita e indice sopra la media
Nel dettaglio, nel territorio provinciale si contano:
- 9 vittime complessive,
- 7 in occasione di lavoro,
- 2 in itinere
- Indice di mortalità pari a 49,7 morti per milione di occupati,
a fronte di una media nazionale di 33,3
Un valore che rende Livorno la prima provincia toscana per rischio di morte sul lavoro, nonostante la Toscana, nel suo complesso, resti classificata in zona gialla.
Va precisato che la classifica dell’Osservatorio considera, per l’incidenza territoriale, solo i decessi avvenuti in occasione di lavoro, escludendo quelli in itinere, criterio che incide in modo significativo sul posizionamento delle province.
Il quadro nazionale: tre morti al giorno
Nel 2025, in Italia, le vittime complessive sul lavoro sono state 1.093, con una media di circa tre decessi al giorno.
Di queste:
- 798 sono avvenute in occasione di lavoro
- 295 durante il tragitto casa-lavoro
Rispetto al 2024 si registra un lieve aumento numerico, mentre l’incidenza media nazionale cala marginalmente. Un miglioramento statistico che, però, non cambia la gravità del fenomeno.
Chi rischia di più: età, settori e nazionalità
L’analisi conferma tendenze ormai strutturali:
- Lavoratori over 65: incidenza più alta (108,7)
- Fascia 55–64 anni: maggior numero assoluto di vittime
- Lavoratori stranieri: rischio di morte più che doppio rispetto agli italiani
(72,4 contro 28,8 per milione di occupati)
I settori più colpiti nel 2025 risultano:
- Costruzioni
- Attività manifatturiere
- Trasporti e magazzinaggio
- Commercio
Donne e infortuni in itinere
Nel 2025 sono morte 98 donne sul lavoro:
- 46 in occasione di lavoro
- 52 in itinere
Il dato conferma come, per le lavoratrici, il rischio maggiore resti legato agli spostamenti casa-lavoro, più che al luogo di lavoro stesso.
Infortuni denunciati in aumento
Le denunce complessive di infortunio crescono del +1,4%, passando da 589.571 nel 2024 a 597.710 nel 2025.
Il numero più elevato continua a provenire dal settore manifatturiero, seguito da costruzioni, sanità, trasporti e commercio.
“Serve investire in prevenzione”
«Questi numeri dimostrano che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Ogni dato rappresenta una vita persa», sottolinea Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio.
«È fondamentale continuare a investire in prevenzione, formazione e cultura della sicurezza».
Un segnale che non può essere ignorato
Il passaggio da 3 a 9 vittime in un solo anno rende la provincia di Livorno un caso emblematico anche a livello regionale. Un segnale che chiama in causa imprese, istituzioni e sistemi di controllo, perché dietro i numeri ci sono lavoratori e famiglie colpite in modo irreversibile.

Lascia un commento