Giovani Democratici sulle affermazioni del consigliere Cosimi

“Accostare l’antifascismo alla mafia dimostra un’ignoranza pericolosa”

Livorno, 3 febbraio 2026 – Anche i Giovani Democratici, nelle vesti dei segretari di federazione di Livorno e della Val Di Cornia – Elba, intervengono sulle parole pronunciate dal consigliere comunale di Piombino Elvis Cosimi nei giorni scorsi, e lo fanno senza mezzi termini.

Cosimi infatti, parlando dell’aggressione al poliziotto avvenuta durante gli scontri a Torini, ha accostato l’antifascismo alla mafia, attirando su di sé polemiche e richieste di dimissioni da vari partiti.

Di seguito un sunto del comunicato dei Giovani Democratici:

“Le parole che ci tocca leggere dall’intervista del Presidente di azione universitaria e Consigliere comunale di Piombino, Elvis Cosimi, in cui si accostano antifascismo e mafia, sono imbarazzanti.

Siamo sicuri di non essere gli unici imbarazzati dalla gravità di questa affermazione e, anzi, le parole del sindaco di Piombino ci confermano che siamo in buona compagnia.

Mentre da più parti si levano richieste di dimissioni di Cosimi e di presa di distanza dalle sue affermazioni da parte della maggioranza che governa ci si nasconde dietro le parole del sindaco, che derubrica tutto a un errore giovanile.

Solito modus operandi Fratelli d’Italia: da una parte si raccontano come partito moderato e di governo, dall’altra ogni tanto qualche esponente (locale o nazionale) si lancia in improbabili  fughe in avanti dal sapore nostalgico e sul partito cala il silenzio.

Bisogna essere chiari: l’unica cosa a calare è la maschera, perché se le ‘mele marce’ possono esserci ovunque è la reazione delle organizzazioni a cui appartengono che le qualifica davvero e derubricare certe affermazioni a una semplice “dichiarazione superficiale”, senza prendere nessun tipo di provvedimento, significa che certe posizioni tornano utili e trovano una certa condivisione nell’elettorato e nei militanti di FDI.

Accostare l’antifascismo alla mafia dimostra un’ignoranza pericolosa, molto pericolosa: l’antifascismo nasce per reagire con coraggio a un regime repressivo, criminale e totalitario, un regime in cui non avrebbe fatto piacere vivere nemmeno ai tanti che lo portano spesso per bocca a sproposito.

Lo stesso Cosimi, nella sua intervista al Tirreno, riconosce che l’antifascismo “era una cosa nobilissima”, da lui ‘appoggiata e rispettata’.

Peccato poi sfociare nell’assurdità di dire che il fascismo (come ideologia) sia finito nel 1945 e che quindi l’antifascismo sia diventato, e citiamo, ‘andare alle manifestazioni e prendere a martellate i poliziotti’.

L’antifascismo non è appannaggio di nessuna parte politica, non è ‘di sinistra’, deve essere la base di ogni idea politica del nostro paese.

Il fascismo è un’ideologia e come tale non morirà mai: morto nel 1945 il regime fascista, che quella ideologia la trasformava in metodo di governo, potrebbe nascerne un altro.

Ed è giusto e necessario continuare ad essere antifascisti (che non vuol dire altro che rifiutare questa ideologia totalitaria, razzista e classista) e opporsi a qualunque tentativo di restaurare il fascismo.

É bene ribadirlo: essere antifascisti non vuol dire essere solamente di sinistra, vuol dire credere in una società in cui tutti abbiano il diritto di esprimere le proprie idee convivendo con gli altri.

Ci si chieda, semmai, perché la sinistra sembra essere rimasta sola nell’affermazione di questo principio, mentre gli altri partiti sembrano esserselo dimenticato.

Il paragone con la mafia poi è, prima di tutto, uno sfregio intollerabile alla memoria delle vittime della criminalità organizzata e ai loro familiari”.

Edoardo Parello, segretario federazione GD Val di Cornia – Elba

Bernardo Taddei, segretario federazione GD Livorno

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