“Guarducci cerca convergenze col PD”: la replica di Amadio e Perini

Il consigliere interviene dopo le critiche: “Fare chiarezza per rispetto degli elettori e della funzione di controllo in Consiglio”.

Non avremmo mai voluto intervenire per commentare chi sceglie di prendere le distanze da noi, anche in ossequio al detto “anche le pulci hanno la tosse”. Ma davanti alle offese gratuite (e continue), è necessario fare chiarezza per rispetto degli elettori, che meritano di sapere che nel centro destra noi teniamo il timone dritto, senza cedere al canto della sirena Salvetti.

Sono mesi che il signor Guarducci, ad intervalli regolari, critica proprio noi che ci stiamo impegnando, senza sconti e senza compromessi, nel portare avanti l’opposizione ed esercitare la funzione di controllo sull’amministrazione comunale, che è il principale dovere, anche morale, di chi sta all’opposizione.

Siamo ben consapevoli che questa nostra attività di controllo, anche nel centro destra , dia fastidio perché ostacola melliflue convergenze di interessi. Anzi ci viene il dubbio che questi attacchi siano fatti su commissione o che rientrino in un patto con la maggioranza.

Ad oggi, l’opposizione di Guarducci si è tradotta in una politica dell’ “elemosina”, fatta di richieste minute e autoreferenziali. Infatti la sua attività consiliare si è contraddistinta per la richiesta di posti auto sotto casa, oggetto di una sua interpellanza, e per la richiesta di ulteriori 3200 euro di rimborsi spese da far avere alla sua amica di partito Elisa Amato, in qualità di Garante degli Animali. Davvero una visione della politica miope, piccola, senza respiro, lontanissima dalle vere esigenze della città.

Guarducci e altri rivendicano la necessità di un diverso centro destra, ma questa proposta è già stata respinta dagli elettori in ben due occasioni: la sonora sconfitta da candidato sindaco, la peggiore nella storia del centro destra, e l’insuccesso da candidato alle elezioni regionali.

All’indomani della sua prima batosta elettorale, avrebbe dovuto analizzare i dati e fare autocritica. Invece, la prima cosa che ha fatto è stata quella di gridare al complotto, pubblicando sui social un’immagine della congiura contro Giulio Cesare. È al quanto indicativo il narcisistico paragone tra un uomo che ha fatto la storia del mondo e Guarducci, che può fare giusto la storia della kermesse musicale “Perché il Goldoni è il Goldoni”. Crediamo che il problema di Guarducci sia proprio di evidenti limiti caratteriali, per altro ben conosciuti anche tra i suoi ex colleghi.

Non pago del flop come candidato sindaco, il nostro “illuminato statista” si è candidato alle elezioni regionali, riproponendo nuovamente la sua formula per un nuovo centro destra, e anche lì gli elettori hanno inferto un’altra batosta: non si era mai visto un ex candidato sindaco raccogliere, a distanza di 12 mesi, 273 preferenze in tutta Livorno da candidato in Regione.

Come dimenticare, infine, che Guarducci sognava di dare vita con la sua lista civica ad un “governo ombra” della giunta Salvetti, invece la sua lista civica si è squagliata come neve al sole. Lì sì che c’è stata una presa di distanze, ma degli ex aderenti alla lista civica rispetto ai trionfi sempre sognati e mai realizzati di Guarducci.

Insomma, questa “nuova” formula del centro destra è già vecchia ammuffita. A dirlo non siamo noi, ma gli elettori, stanchi della politica in cui, alla fine, destra e sinistra si ritrovano tutti al bar insieme.

Per noi la politica è amore e servizio per i nostri concittadini e va vissuta come una passione, senza avere paura di risultare scomodi e senza guardare agli interessi personali.

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