Salvetti: “Contingentare la strada non mi piace: pronto a valutare una ZTL serale zona via Roma”

Livorno, 22 Novembre 2025 – Via Cambini, diventata negli ultimi mesi il simbolo della movida livornese e delle tensioni tra locali e residenti, è stata il teatro di un confronto diretto tra il sindaco Luca Salvetti, alcuni esercenti e chi in zona ci abita.
Salvetti ha spiegato di aver scelto proprio quella strada, “la più chiacchierata delle ultime settimane”, per illustrare l’ordinanza appena firmata e chiarire i punti più discussi.
«Il contingentamento non mi piace e crea problemi»
Sul tema del contingentamento degli accessi (numero chiuso in via Cambini) il sindaco è stato netto:
- dice di non essere convinto del contingentamento;
- sostiene che contingentare una strada pubblica “non lo convince e non gli piace”;
- teme confusione ai varchi tra via Marradi e via Roma e problemi per le forze dell’ordine;
- cita l’esempio dei parenti di una residente che trovano la strada “piena” e non possono entrare: situazione ingestibile.
Ricorda che, dal punto di vista normativo, il Prefetto avrebbe comunque gli strumenti per valutare soluzioni di quel tipo, ma la linea dell’amministrazione comunale oggi è diversa: niente numero chiuso, solo regole più rigide su orari e alcol.
Ordinanza “contingibile e urgente” per 60 giorni
Il sindaco definisce l’ordinanza una misura contingibile e urgente, valida 60 giorni, da considerare una sperimentazione.
Obiettivo: non mettere in ginocchio le attività ma tutelare anche i residenti, che “hanno ragione quando segnalano e si arrabbiano” per certe situazioni, come fuochi d’artificio e schiamazzi notturni.
I punti essenziali:
- Somministrazione (interno e dehors)
- dal lunedì al giovedì: fino alle 00:30
- venerdì, sabato e domenica: fino alle 01:30
Dopo questi orari si smette di servire e si procede allo sgombero dei tavoli.
- Musica
- dal lunedì al giovedì: stop alle 23:00
- weekend: stop alle 24:00
- Chiusura delle attività
- dal lunedì al giovedì: chiusura alle 01:00
- venerdì, sabato e domenica: chiusura alle 02:00
- prefestivi 24/12, 31/12 e 5/1: orari da weekend, con il 31 dicembre fino alle 03:00.
Alcol da asporto dopo le 21:30 e il caso dell’enoteca
Uno dei punti più contestati è il divieto di vendita da asporto di alcolici dopo le 21:30.
Salvetti distingue chiaramente:
- somministrazione = bottiglia o drink consumati sul posto (interno, dehors, immediate adiacenze);
- asporto = bottiglia chiusa che il cliente porta via.
Una commerciante, titolare di un’enoteca che chiude presto e non dà problemi, fa notare che così si penalizzano anche le attività tranquille, soprattutto nel periodo natalizio in cui molti comprano vino come regalo dopo l’aperitivo.
Il sindaco riconosce il problema ma spiega che non può fare un’ordinanza diversa per ogni singolo esercizio: la regola deve valere per tutta la via. Propone però di rivedersi dopo il primo weekend di applicazione per valutare eventuali aggiustamenti tecnici, se emergeranno soluzioni praticabili senza stravolgere il quadro.
Più controlli e idea ZTL da discutere
Nel confronto emerge anche il tema dei controlli: alcuni chiedono più presenza delle forze dell’ordine nelle ore critiche (mezzanotte–2). Salvetti ricorda che una semplice pattuglia in mezzo a centinaia di persone è esposta a rischi e che servono interventi strutturati (“pattuglioni”), già sperimentati in passato.
Il sindaco accenna anche a una possibile ZTL nella zona della Pam, attiva da una certa ora in poi, per limitare l’accesso delle auto e ridurre parcheggi selvaggi e litigi in strada. Ma precisa che sarebbe solo un’ipotesi da discutere prima con commercianti e residenti, non una decisione già presa.
«Limitare la libertà è una sconfitta, ma il rischio è che ce la limitino di più»
In chiusura, Salvetti insiste sulla responsabilità condivisa:
- definisce “una sconfitta” arrivare a limitare la libertà delle persone;
- avverte però che, se la situazione dovesse degenerare, il rischio è che intervengano altre autorità con misure ancora più dure.
Da qui l’appello finale a chi gestisce e frequenta via Cambini: usare buon senso, isolare le “mele marce” che fanno casino e permettere alla via di restare viva senza diventare invivibile per chi ci abita.

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