Furti e atti vandalici a danno di varie attività: denunciati due ventenni

A rivolgersi ai Carabinieri sono stati i titolari di un negozio di abbigliamento sportivo, di un panificio e di una caffetteria, che dopo aver constatato le mancanze hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Grazie alle testimonianze e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, i militari sono riusciti a identificare i due presunti autori, denunciandoli alla Procura di Livorno per furto aggravato in concorso

fonte immagine: Comando Provinciale Carabinieri di Livorno

I Carabinieri della Stazione di Piombino hanno denunciato in stato di libertà due giovani di origini nordafricane, residenti in zona, ritenuti responsabili di furto aggravato e danneggiamento a danno di varie attività del centro cittadino.

L’indagine è partita da una serie di denunce presentate dai commercianti, inizialmente a carico di ignoti. Secondo quanto ricostruito dai militari, i due, già noti per episodi analoghi, nelle ultime settimane avrebbero preso di mira diversi esercizi commerciali del centro. Entrando più volte nei negozi, dopo essersi aggirati tra corsie e banchi, si sarebbero impossessati di merce e capi di abbigliamento, nascondendoli addosso per poi allontanarsi rapidamente senza farsi notare.

A rivolgersi ai Carabinieri sono stati i titolari di un negozio di abbigliamento sportivo, di un panificio e di una caffetteria, che dopo aver constatato le mancanze hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Grazie alle testimonianze e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, i militari sono riusciti a identificare i due presunti autori, denunciandoli alla Procura di Livorno per furto aggravato in concorso.

Alle accuse si aggiunge anche quella di danneggiamento: i due, infatti, sarebbero responsabili di atti vandalici ai danni di una palestra e di uno studio medico, dove i proprietari hanno segnalato segni di effrazione su porte e infissi, compatibili con tentativi di intrusione finalizzati a ulteriori furti non portati a termine. Anche in questo caso, l’analisi delle immagini e la conoscenza del territorio hanno agevolato gli investigatori nell’attribuire la paternità dei fatti.

Si ricorda che, nel rispetto dei diritti delle persone indagate, i due giovani sono da considerarsi innocenti fino al definitivo accertamento delle eventuali responsabilità, nell’ambito di un procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari.

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