Mia Diop: «Lavoravo 10 ore per 4 euro l’ora»

Questo succede perché nelle generazioni più giovani a volte manca consapevolezza dei propri diritti

Livorno, 14 Novembre 2025- Mia Diop, recentemente nominata la più giovane Vice Presidente della Regione Toscana, è oggi al centro dell’attenzione politica.
Prima della nomina regionale, l’Osservatore di Livorno aveva realizzato con lei un’intervista esclusiva, pochi giorni dopo la sua elezione a consigliera comunale.
In quell’occasione, Diop aveva raccontato in modo diretto il suo percorso personale, politico e sociale.

Dalle prime esperienze al Parlamento degli Studenti

Nell’intervista, Diop spiegava che la sua sensibilità verso i temi sociali nasce durante l’adolescenza, grazie alle attività di volontariato:

«La mia sensibilità verso le fragilità e le persone che necessitano più attenzioni nasce dalla giovane età, con le mie esperienze di volontariato.»

Il suo impegno politico prende forma nella rappresentanza studentesca, fino ad arrivare al Parlamento Regionale degli Studenti, dove ricopre il ruolo di Presidente della Terza Commissione – Vita e Politiche Sociali.

Successivamente diventa rappresentante d’istituto al liceo Niccolini Palli.

Il tema della responsabilità

Nell’intervista, Diop affrontava anche la questione della rappresentanza giovanile in politica:

«Sono ben cosciente che io — e gli altri giovani eletti — abbiamo una grande responsabilità verso quei ragazzi che hanno perso fiducia nella politica.»

Gli obiettivi politici: lavoro, sociale, ambiente e disabilità

Durante la conversazione, la neo-consigliera spiegava di aver lavorato insieme ai Giovani Democratici di Livorno alla stesura di un documento programmatico con diverse priorità:

  • lavoro, considerato un mezzo di emancipazione;
  • politiche sociali, uno dei capitoli più ampi del documento;
  • ambiente, tema definito fondamentale «soprattutto ora che vediamo con mano gli effetti globali»;
  • disabilità, una questione che Diop dichiara di sentire particolarmente per il proprio vissuto personale.

Il racconto sul lavoro: 10 ore al giorno, 7 giorni su 7

Uno dei passaggi più significativi riguarda la sua esperienza lavorativa a 19 anni:

«Lavoravo 10 ore al giorno, 7 giorni su 7. Un giorno libero ogni due settimane. Il contratto riportava 3 ore al giorno invece che 10. Alla fine del mese prendevo meno di 4 euro l’ora.»

Secondo Diop, una parte del problema riguarda la scarsa informazione tra i giovani:

«Nelle nuove generazioni a volte manca consapevolezza dei diritti. Questo fa sì che dall’altra parte ci sia un potere di ricattabilità verso i più giovani.»

Il rapporto con la città

Nell’intervista, Diop sottolineava la volontà di mantenere un dialogo diretto con i cittadini:

«Non voglio perdere l’abitudine di fare politica in strada, andando a sentire i bisogni delle persone.»

Infine, lanciava un messaggio rivolto alle nuove generazioni:

«Spero di dimostrare che anche le nuove generazioni possano essere coprotagoniste di un cambiamento nella nostra città.»


CONTESTO

Queste dichiarazioni risalgono al periodo immediatamente successivo alla sua elezione a consigliera comunale.
Oggi, con il nuovo incarico regionale, il dibattito attorno alla sua figura è cresciuto, ma l’intervista resta una delle poche testimonianze dirette sulle sue idee e sul percorso che l’ha portata a ricoprire ruoli istituzionali.

L’intervista integrale è stata realizzata da Gabriel Voinich per L’Osservatore di Livorno.

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