Conferenza e presidio nella giornata di ieri al Varco Zara, presente anche il Sindaco

Il giorno venerdì 7 novembre dalle ore 13:00 alle ore 15:00 si è svolto un presidio di fronte al varco Zara a Livorno. Presidio partecipato da numerose realtà cittadine alla quale ha partecipato anche il sindaco di Livorno. Di seguito il comunicato di USB Livorno.
Abbiamo chiesto con forza di fare chiarezza circa quanto successo il giorno 30 ottobre quando due ragazzi sono morti annegati davanti alla banchina ltm del canale industriale. Vogliamo vedere il decreto di espulsione con il quale i due ragazzi sono stati rispediti sopra la nave, tra l’altro battente bandiera Danese e quindi territorio UE, nonostante abbiano toccato terra e per ore siano rimasti accanto al varco portuale. Vogliamo sapere come mai è stata negata assistenza medica, e assistenza legale. Come mai non sono stati informati di quale debba essere la procedura da rispettare in questi casi. Vogliamo sapere come mai quando ancora i due ragazzi risultavano dispersi, a poche ore da quando risulta che si siano gettati in mare, è stato autorizzato il transito di una grande nave MSC.
Non ci fermeremo fino a quando non sarà fatta chiarezza su quanto accaduto.
Troppe cose ancora non tornano rispetto a quanto accaduto nel porto di Livorno il giorno 30 ottobre. Due ragazzi giovanissimi sono deceduti nel tentativo di conquistare una vita migliore. Non sappiamo niente di loro, non la loro nazionalità, non la loro condizione economica né tantomeno se nel viaggio verso l’Italia o nel paese di provenienza avevano subito abusi,come troppo spesso succede.
Non sappiamo niente perché qualcuno ha deciso che non avevano diritto di parlare con un avvocato, un mediatore o un’associazione. Non si sono neanche degnati di fare accertamenti o identificazione. Dopo averli fatti sbarcare e tenuti ore al varco portuale, li hanno fatti risalire sulla nave cargo con cui erano arrivati e rinchiusi in una cabina dalla quale poi sono usciti, e una volta tuffati in mare, sono morti affogati. La loro vita e la loro morte non interessano a nessuno, a tal punto che dopo poche ore è stato permesso il transito di un’altra nave nello stretto canale industriale. I corpi sono stati trovati per caso dopo giorni.
Non ci bastano le frasi ad effetto sul giornale o le veline della questura. Livorno vuole la verità su quanto successo. E la vuole subito. Perché non è stata loro concessa la possibilità di chiedere asilo? Chi ha deciso per il rimpatrio immediato? Ci sono dei documenti scritti e firmati da qualcuno? E ancora, è vero che hanno chiesto, in inglese, di parlare con un avvocato? Chi ha autorizzato il transito di una nave quando ancora non si era certi che fossero deceduti? La vita di due persone vale meno dei traffici marittimi, evidentemente.
Pretendiamo di sapere se la magistratura ha intenzione di fare qualcosa per accertare la verità oppure, come spesso succede, tra pochi giorni sarà tutto dimenticato.

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