Il consigliere di FDI torna a chiedere trasparenza sui veicoli di lusso: “ASA non risponde alle richieste ufficiali, ma preferisce parlare di querele”

LIVORNO – Prosegue lo scontro tra il consigliere comunale Alessandro Perini (FdI) e i vertici di ASA SpA in merito alla vicenda delle BMW e delle altre auto di lusso in dotazione alla società partecipata.
A distanza di settimane dal suo primo intervento pubblico, Perini denuncia di non aver ancora ricevuto i documenti richiesti all’azienda per chiarire la questione.
“Le settimane passano, ma da ASA non è arrivato nulla – afferma –. Non credo sia così complicato comunicare dati semplici come quante macchine ci sono e quanto costano. Possibile che sia così difficile, o forse c’è qualcosa che non quadra?”
Nel mirino del consigliere ci sono i due presidenti della società, Stefano Taddia e Valter Cammelli, che avevano dichiarato come le BMW fossero soltanto auto sostitutive temporanee, fornite dalla società di noleggio in seguito a guasti delle vetture aziendali.
Perini replica di aver chiesto le comunicazioni ufficiali tra ASA e la società di noleggio per verificare la versione dei dirigenti, ma di non aver ricevuto alcuna risposta.
“Domande chiare, documenti precisi. Ma da settimane nessuna risposta,” sottolinea. “Mi sarei aspettato una reazione immediata e trasparente, soprattutto da chi si è affrettato a parlare con la stampa.”
Il consigliere evidenzia anche il tono delle risposte ricevute dall’azienda.
“Ad oggi – prosegue – da ASA non è arrivato alcun documento, solo minacce di querela. È grave che una società pubblica reagisca in questo modo verso chi, come me, è stato democraticamente eletto per controllare l’operato del Comune e delle sue partecipate.”
Perini conclude parlando di “ritrosia e nervosismo” da parte dei vertici di ASA e invita a maggiore trasparenza.
“Il loro atteggiamento – dice – non è un buon segnale per chi paga le bollette dell’acqua. Le aziende pubbliche dovrebbero rispondere con i fatti, non con le minacce.”

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