Il Comitato No Cubone sul consumo di suolo a Livorno: cercasi “nota congiunta” ISPRA–Comune

Il Comitato: “Una telefonata non può sostituire i dati ufficiali”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato No Cubone

Livorno, 6 novembre 2025 – Dov’è la “nota congiunta” che certificherebbe il presunto buon lavoro dell’amministrazione in tema di consumo di suolo, ambiente e pianificazione urbanistica? Di tale documento non vi è traccia — neppure sul sito ufficiale dell’ISPRA.

Abbiamo appreso soltanto dell’esistenza di una telefonata di cortesia tra il sindaco Salvetti e il presidente dell’Istituto, ma i contenuti non risultano documentati. In ogni caso, una telefonata non è un atto pubblico, non è un documento tecnico e non può sostituire i dati ufficiali.

Quel che invece è certo è che sul sito ISPRA è ancora pubblicata la nota ufficiale del 30 ottobre, con la quale l’Istituto ministeriale ha elegantemente smentito il sindaco, dopo che quest’ultimo aveva messo in dubbio l’affidabilità del Rapporto nazionale sul consumo di suolo. Solo in seguito, di fronte all’evidenza, ha tentato di rimangiarsi tutto.

Invitiamo quindi chiunque a verificare le informazioni alla fonte, direttamente nei documenti ISPRA.

Gravissimo, inoltre, l’attacco ai cittadini che hanno partecipato al concorso fotografico “Uno scatto per raccontare il cambiamento”, promosso dallo stesso ISPRA. Le istruzioni ufficiali del concorso prevedevano chiaramente la possibilità di inviare immagini di cantieri in corso, anche non ancora conteggiati dal monitoraggio. Quelle foto sono state valutate e selezionate dall’Istituto per la pubblicazione nel Rapporto e nel catalogo fotografico.

Dunque, di quali foto “fuori contesto” parla il sindaco? Chi avrebbe provato a “infiltrarsi” nel lavoro dell’Istituto? E, soprattutto, chi avrebbe smascherato cosa? Anche le spiegazioni fornite dal Comune per tentare di negare le nuove cementificazioni — che hanno prodotto 3,58 ettari di suolo consumato nell’ultimo anno di monitoraggio (2023–2024) — non convincono.

Emblematico il caso della pista di skate, che secondo il sindaco sarebbe stata costruita sopra vecchi campi da tennis. Le nostre foto dimostrano il contrario: l’area era un terreno incolto, permeabile, utile alla biodiversità e alla raccolta delle piogge. In altre parole, suolo libero che oggi non esiste più. Caro sindaco, si metta l’animo in pace: esiste una sola verità, quella certificata dai documenti ISPRA.

Livorno, purtroppo, è tra le 30 città più cementificate d’Italia (19° posto), con il 28% del territorio comunale ormai impermeabilizzato, e addirittura il 75% nella fascia pianeggiante sotto i 10 metri sul livello del mare. Se negli ultimi anni la velocità del consumo di suolo è rallentata, bene. Ma questo è dovuto soltanto al fatto che non ci sono più spazi disponibili per grandi operazioni edilizie, non certo a una nuova visione ecologica. E di certo non giustifica la distruzione degli ultimi lembi di verde urbano e periurbano.

Il sindaco lasci perdere classifiche di comodo, costruite su indicatori sintetici e rapportati a una popolazione in calo. Si occupi invece dei problemi reali della città — a partire dalla gestione del verde pubblico, che fa acqua da tutte le parti. Emblematico, ancora una volta, l’allestimento dei mercatini di Natale dentro Villa Fabbricotti: il principale parco storico cittadino ridotto come un piazzale portuale.

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