Il raggiro, accuratamente pianificato, è stato messo in atto tramite una nota applicazione di messaggistica istantanea

Proseguono senza sosta i servizi disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Livorno per monitorare e contrastare i reati di truffa, in tutte le loro varianti, con particolare attenzione alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.
Sul tema, di grande attualità, i Carabinieri delle quattro Compagnie di Livorno, Piombino, Cecina e Portoferraio organizzano regolarmente incontri informativi sul territorio, anche attraverso i Comandi di Stazione, per sensibilizzare i cittadini e fornire utili strumenti di prevenzione.
In questo contesto, i militari della Stazione di Piombino hanno individuato e denunciato la presunta autrice di una truffa ai danni di una donna settantenne. Il raggiro, accuratamente pianificato, è stato messo in atto tramite una nota applicazione di messaggistica istantanea.
La vittima era stata contattata da un numero sconosciuto che, con tono confidenziale, si spacciava per la figlia. Fingendo di utilizzare un “nuovo numero di telefono”, la falsa figlia le aveva chiesto con urgenza l’invio di denaro per un presunto pagamento improrogabile. Convinta di aiutare davvero la propria figlia, la donna si è recata in tabaccheria e ha effettuato un versamento di quasi 1.000 euro tramite “t-bonifico” verso l’IBAN fornito dalla truffatrice.
Poco dopo, la sedicente figlia ha tentato di ottenere un secondo pagamento, ma la transazione è stata bloccata. Insospettita, la donna ha contattato la vera figlia tramite il nipote, scoprendo così il raggiro. Subito dopo si è rivolta ai Carabinieri, che attraverso approfondite indagini bancarie e territoriali hanno identificato la presunta responsabile: una 35enne originaria del Sud Italia, già nota alle forze dell’ordine per reati analoghi, denunciata in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Livorno per truffa aggravata.
L’Arma dei Carabinieri di Livorno coglie l’occasione per rinnovare l’invito alla cittadinanza a prestare la massima attenzione ai messaggi e alle chiamate sospette, soprattutto quando provengono da numeri sconosciuti o contengono richieste di denaro da parte di presunti parenti in difficoltà.
È sempre consigliabile verificare l’autenticità dell’interlocutore con una telefonata diretta o consultando fonti ufficiali, evitando di rispondere o inviare denaro attraverso social network, bonifici istantanei o ricariche di carte prepagate. In caso di dubbi, è possibile rivolgersi alle 27 Stazioni Carabinieri presenti sul territorio provinciale o contattare il numero di emergenza 112.
Sul sito Carabinieri.it sono inoltre disponibili guide e consigli pratici per riconoscere e prevenire le principali tipologie di truffa.
Un’attenzione particolare va riservata ai sistemi di pagamento: è sempre preferibile utilizzare metodi che consentano la tracciabilità e la possibilità di revoca rispetto a quelli immediati e non reversibili.
Infine, si raccomanda di diffidare anche delle chiamate che sembrano provenire da numeri istituzionali o di caserme: in caso di sospetto, è buona norma riattaccare e richiamare autonomamente il numero per verificare l’autenticità della comunicazione.
Nel rispetto della legge, si ricorda che la persona denunciata è da ritenersi innocente fino a eventuale condanna definitiva.

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