“Novecento”, il pianista che non volle mai scendere dalla nave

Sabato 25 ottobre al Salone Teatro “Ablondi” in scena a cura di “Moving Minds” lo spettacolo tratto dal monologo di Alessandro Baricco. In scena l’attrice Micaela Ghiozzi e Diego Terreni al pianoforte

“Perdonatemi. Ma io non scenderò da questa nave…Lasciatemi tornare indietro. Per favore”: in queste parole è racchiusa la determinazione del protagonista di “Novecento”, il monologo di Alessandro Baricco a cui potremo assistere sabato 25 ottobre (ore 21,15) al Salone Teatro “Ablondi” (via Olanda, 46) con il M°Diego Terreni al pianoforte e l’attrice Micaela Ghiozzi che ne ha curato anche la regia. Con “Novecento” incontriamo un’opera dal significato profondo che ci porta a riflettere sul senso della nostra esistenza, sulle nostre scelte, sui legami col mondo che ci circonda, sui nostri desideri, sul coraggio di affrontare la vita, sul timore di dover lasciare la nostra “comfort zone” e di affrontare l’ignoto. Proprio come Novecento quando sulla scaletta della nave, ormai deciso a scendere a terra, si ferma di scatto perché si trova davanti una città immensa di cui non riesce a vedere la fine: “Non è quello che vidi che mi fermò. È quello che non vidi. Puoi capirlo, fratello? In tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine.”

Viene così riproposta nella sua originaria forma teatrale la vicenda da cui nel 1998 è stato tratto il film “La leggenda del pianista sull’oceano” diretto da Giuseppe Tornatore dove snarra la storia di Danny Boodman T.D. Lemon “Novecento” (interpretato da Tim Roth), nato e cresciuto a bordo del transatlantico “Virginian” e sul quale, rifiutandosi sempre di scendere a terra, trascorrerà tutta la vita suonando il pianoforte per intrattenere i passeggeri.

Suonava per i miliardari nel salone di prima classe, per i passeggeri della seconda classe e per la moltitudine di emigranti alloggiata nei ponti inferiori della nave che solcando l’Atlantico faceva la spola fra l’Europa e l’America venendo infine demolita al termine della Seconda Guerra Mondiale: “Suonavamo – racconta Tim Tooney, il trombettista amico di Novecento – perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio”.

Info: ingresso 8 Euro; 5 Euro per bambini sotto ai 12 anni; prenotazioni al 334-5971913 oppure sul sito web www.teatroablondi.it

Prossimi spettacoli per la stagione 2025-2026 al Salone-Teatro “Ablondi”:
  • Sabato 8 novembre: Da irragionevole a cagionevole
  • Domenica 16 novembre: Cari amici miei
  • Sabato 29 novembre: Separati ma non troppo
  • Sabato 6 dicembre: Ir Collegio der Corallo
  • Domenica 7 dicembre: Ir Marchese der Grillo
  • Sabato 13 dicembre: Anche voi e bottiglia

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