Settanta opere, quattro sezioni e un inedito racconto del pittore-architetto romano che visse e dipinse Livorno tra divisionismo e suggestioni Liberty

È stata inaugurata questa mattina, alla Pinacoteca comunale Carlo Servolini di Collesalvetti, la mostra “Alberto Calza Bini pittore e architetto tra Roma e Livorno. Lo spirito dell’arte classica, la tentazione del Liberty, la sfida del Divisionismo”, promossa dal Comune di Collesalvetti con il contributo della Fondazione Livorno. L’esposizione, curata da Francesca Cagianelli, è patrocinata dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze (DIDA), dall’Accademia di Belle Arti di Roma e dall’Istituto Centrale per la Grafica del Ministero della Cultura.
Presieduta da un prestigioso Comitato Scientifico, la mostra rappresenta un inedito approfondimento sulla produzione pittorica e grafica di Alberto Calza Bini, figura nota finora soprattutto per la sua attività di architetto e urbanista. Il percorso espositivo ripercorre la sua formazione al Regio Istituto di Roma (1895-1900) fino al successo del 1916 all’Esposizione dell’Associazione Italiana Acquafortisti e Incisori di Londra e alla Mostra dell’Autoritratto della Famiglia Artistica di Milano.
«Le porte della nostra Pinacoteca si riaprono per una mostra che possiamo definire un vero e proprio tesoro, fino a oggi mai venuto alla luce», ha dichiarato l’assessora alla Cultura Vanessa Carli. «Le settanta opere esposte sono un viaggio alla scoperta di luoghi a noi familiari, come il Fosso Reale e il Porto di Livorno. Villa Carmignani si conferma un luogo d’arte e vogliamo che diventi un punto di riferimento per la crescita culturale dei giovani, con visite guidate dedicate alle scuole del territorio».
L’artista “acquafortista in movimento”
Trasferitosi a Livorno con la moglie Irene Gilli, pittrice e acquafortista, Calza Bini entra in contatto con il vivace ambiente artistico del Caffè Bardi, tanto da essere soprannominato da Gastone Razzaguta “l’acquafortista in movimento”.
Durante il soggiorno livornese realizza capolavori ispirati ai panorami portuali e firma nel 1908 – anno della morte di Giovanni Fattori – uno dei suoi lavori più emblematici: Il Fosso Reale, considerato un caposaldo del Divisionismo livornese.
Calza Bini, cultore dei monumenti antichi e membro della Commissione Conservatrice dei Monumenti per la Provincia di Livorno, collaborò anche con importanti maestranze del Novecento, come testimonia l’esperienza dell’Eremo della Sambuca, luogo di intensa spiritualità e ricerca artistica.
Il percorso espositivo
La mostra si articola in quattro sezioni tematiche.
- La musicalità della luce, l’impeto del movimento, il sogno dell’anima apre con l’autoritratto del 1901 e il capolavoro Anima vesperale (1903), fino a Il Fosso Reale di Livorno, anticipatore del Divisionismo locale.
- Divisionismi e Secessione esplora la nuova percezione del dinamismo e della luce, con opere come Pineta di Livorno (1906-1908) e Passeggiata all’Ardenza (1910-1913).
- La divina impronta della Bellezza documenta il sodalizio tra Calza Bini e la moglie Irene Gilli ai tempi del Regio Istituto di Belle Arti di Roma.
- Infine, Irene Gilli, pittrice e acquafortista tra Preraffaellismo e Liberty restituisce alla scena artistica italiana la figura di un’artista rimasta a lungo nell’ombra, figlia del celebre incisore Alberto Maso Gilli, già direttore della Regia Calcografia di Roma.
Un catalogo ricco di inediti
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, ricco di inediti e approfondimenti scientifici, con un prezioso apparato iconografico.
L’esposizione è visitabile gratuitamente ogni giovedì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30, con possibilità di visite guidate su prenotazione per piccoli gruppi (tel. 0586 980227 / 980174 / 392 6025703 – pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it – www.comune.collesalvetti.li.it).

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