Il regista compie gli anni tra un film e un nuovo spettacolo

Un’antica diatriba è contesa fra Oriente e Occidente: la nascita del cinema. Gli amanti di quest’ arte ritengono che i fratelli Lumière furono pionieri del cine-occhio, mentre i più eruditi credono al mito delle ombre cinesi, tramandato dai racconti attorno al fuoco, dove sagome proiettate al muro parlavano all’uomo.
Oggi, dopo secoli, la settima arte ci ha lasciato una miriade di storie e racconti che fra i colori e i panneggi del bianco e nero, guarda alle icone di un tempo andato che parla a noi contemporanei. Il passato non è sempre indietro, a volte può rivivere, ancor di più per chi oggi porta occhi e penna dell’Italia che c’era. Amasi Damiani compie novantotto anni.
Regista, sceneggiatore, scrittore, quel ragazzo che in gioventù lasciò tutto e andò a Roma. Nato a Livorno il 26 settembre del 1927, avrebbe iniziato un viaggio che sta ancora percorrendo, si perché il Cinema ai più sembrò miraggio, un sogno, ma Amasi decise di viverlo fino in fondo e di farlo un po’ suo … proprio come i Maestri del cinema d’Autore. Allievo di Rossellini, in quella Roma antica dal sapore immortale, conoscerà poi Antonio De Curtis, in arte Totò, Erminio Macario, Silvio Noto, Anna Magnani e tanti altri. Iniziò tutto coi fratelli Taviani, labronici anche loro, quei Paolo e Vittorio con cui attraversò gli inizi di un Neorealismo ai quali si accompagnarono altre grandi penne come Fellini, Risi e Comencini. Poi conobbe Adriana, spalla e aiuto regista che ancora coordina i progetti che li vedono insieme.
Damiani ha avuto colorite accezioni da critici e amatori, “L’Anarchico del Cinema”, “Il Pittore del Cinema Italiano” tutte nomee che rivelano una mente incline al nuovo e ad esperimenti che mutano nel tempo. Amasi ha avuto impegni nel sociale, con progetti rivolti ai problemi concernenti autismo, tossico-dipendenza, arrivando a uno dei lavori più recenti dedicato agli alluvionati della città natia nel 2017.
Da poco ricevuto il Premio alla Carriera ‘Premio Cinema Indipendente – Sergio Pastrone’ a Roma in Campidoglio, ha da pochi anni fatto rientro a Livorno dedicandosi ai film. Mai dimenticatosi del teatro, ha portato in parallelo progetti sul palco, così come per il mondo audiovisivo indipendente: è del 2023 la pellicola “Emozioni” e del 2024 “La Commedia di Candido” di Voltaire per la penna del pluripremiato Stefano Massini. Dopo la messa in scena de “La Diva”, scritto a suo tempo dal fratello Alberto, vincitore del Premio Vallecorsi, Damiani ha girato il film “Oltre l’Amore” attualmente in post-produzione, e mira a finire questo 2025 con un’altra opera teatrale sempre di Massini: “L’Alba a mezzanotte”.
Auguri al regista, a questo artista che mai ha ritrattato le sue posizioni e che oggi è prova di come i sogni possono essere reali.

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