L’individuo, dopo aver sottratto a una ragazza uno spray al peperoncino, lo aveva utilizzato all’interno del locale, generando panico tra i presenti

Intorno all’una di notte di venerdì 12 settembre, la Polizia di Stato è intervenuta in un locale del quartiere Venezia di Livorno a seguito della segnalazione di un uomo in preda a una crisi di rabbia. L’individuo, dopo aver sottratto a una ragazza uno spray al peperoncino, lo aveva utilizzato all’interno del locale, generando panico tra i presenti.
Sul posto gli agenti hanno riconosciuto un livornese pluripregiudicato che, con atteggiamento aggressivo, ha rivolto minacce di morte sia agli avventori che ai poliziotti intervenuti. Nonostante i ripetuti inviti a calmarsi, l’uomo ha tentato di aggredire gli operatori, che sono riusciti a evitare la colluttazione grazie alla loro professionalità.
Secondo quanto riferito dai presenti, poco prima l’uomo aveva avvicinato una giovane donna pestandole il piede e rivolgendole frasi offensive e sessiste. La ragazza, impaurita, aveva estratto dalla borsa uno spray antiaggressione regolarmente detenuto, ma l’uomo le aveva gettato in faccia il contenuto di un bicchiere, strappandole poi lo spray e utilizzandolo contro di lei e gli altri clienti.
Non pago, l’aggressore si era scagliato nuovamente contro la giovane con atteggiamento minaccioso, costringendola a rifugiarsi nel locale grazie all’intervento di un amico. Quest’ultimo è stato a sua volta aggredito con calci e pugni e persino bersagliato con una bottiglia di vetro, che fortunatamente non lo ha colpito. Successivamente l’uomo, impossessatosi di un’altra bottiglia, l’ha infranta e ha tentato di colpirlo con i cocci, minacciandolo di morte anche con insulti a sfondo razzista.
Condotto negli uffici di polizia, il livornese ha continuato a mantenere un atteggiamento violento, sputando contro il personale e minacciandolo di morte e di ritorsioni giudiziarie.
L’uomo è stato arrestato per minacce e resistenza a pubblico ufficiale e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa di reclusione di Livorno.
Si precisa che il procedimento penale è ancora in corso e le contestazioni dovranno essere verificate nelle sedi competenti. Solo una sentenza definitiva di condanna potrà stabilire la colpevolezza dell’indagato.

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