In Fortezza Vecchia la band più longeva d’Italia: i Nomadi!

Il 14 settembre concerto-evento della band con sei decenni di storia, un nuovo album e l’abbraccio del Popolo Nomade

Ci sono gruppi che non appartengono solo alla musica, ma alla memoria collettiva. I Nomadi sono questo: un viaggio che continua dal 1963, attraversando generazioni, cambiando voci e strumenti, ma restando sempre fedeli a un’anima. Domenica 14 settembre alle 21.30, la Fortezza Vecchia di Livorno diventerà approdo e ripartenza di questo cammino, ospitando nella stagione curata da Luca Menicagli, un concerto atteso in città e che raduna più generazioni.

Il motivo è semplice: nonostante cambi di formazione, voci diverse e trasformazioni inevitabili, l’identità Nomade resta sempre fedele a sé stessa. Il merito e’ di Beppe Carletti, che ha creduto profondamente in questo progetto, rendendo immortale anche la memoria di Augusto Daolio. Le varie formazioni hanno dato ciascuna un contributo unico, ma l’essenza è rimasta: i Nomadi sono i Nomadi.

Strumenti come fiati e violini hanno arricchito il loro suono, creando un amalgama orchestrale su testi senza tempo, che parlano a tutti. Ma sono i live a generare il vero fenomeno: il Popolo Nomade, unito da canzoni che sono inni, storie, emozioni condivise. È grazie ai concerti che finiscono per essere amati perdutamente da giovani e meno giovani. Guidati da Beppe Carletti, fondatore storico insieme all’indimenticato Augusto Daolio, i Nomadi hanno ritrovato nuova energia e la portano in tour dal 2024. Da quel percorso è nato anche un doppio album, in uscita in questi giorni: Nomadi. Live al Teatro Dal Verme, registrato a Milano lo scorso dicembre. Un nuovo tassello che si aggiunge a una storia immensa: 90 album e oltre 15 milioni di copie vendute, con il primato di band più longeva della musica italiana.

«Mi diverto ancora» ha confessato Beppe Carletti, ricordando come dopo la scomparsa di Augusto nel 1992 abbia trovato compagni capaci di credere e condividere la missione Nomade. Perché non basta suonare: bisogna crederci. Solo così si trasmettono emozioni. E le loro canzoni, da sempre, raccontano la vita.

Ogni concerto diventa allora rito e comunità. Non solo rock, ma fenomeno collettivo: il Popolo Nomade, generazioni unite da ideali e passione, che ancora oggi canta insieme canzoni ancora attualissime come “Noi non ci saremo”, “Auschwitz”, “Canzone per un’amica”, “Dio è morto” o “Io vagabondo” in genere in chiusura del live. Brani che hanno fatto storia e che in ogni scaletta tornano, accanto alle nuove pagine musicali della band; con il pensiero costante rivolto ad Augusto. “Tutte le sere lo ricordiamo» conclude Carletti in un’intervista: -“ questa cosa l’abbiamo fatta insieme. Era un uomo profondissimo che avrebbe potuto dare ancora tanto”.

Il tempo passa, ma i Nomadi restano, come “Noi sempre Nomadi” ad emozionarci con la loro musica. L’attuale formazione è composta da Beppe Carletti (tastiere e cori, dal 1963), Cico Falzone (chitarre e cori, dal 1990), Massimo Vecchi (basso e voce, dal 1998), Sergio Reggioli (violino, voce, percussioni e chitarra, dal 1998), Yuri Cilloni (voce, dal 2017), e Domenico Inguaggiato ( batteria).

I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne.

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