Blitz tra i rovi di ‘Pel di Lupo’: sequestrati cocaina, hashish e denaro contante

Sapevano che dentro i boschi della località “Pel di Lupo” – un’area verde compresa fra i Comuni di Rosignano Solvay e Castiglioncello – veniva ceduta ogni tipo di sostanza stupefacente a tutti coloro che, nella piazzola di sosta lungo il tratto di strada dell’Aurelia adiacente all’area boschiva fra i due Comuni, ne facevano richiesta, semplicemente allungando un braccio oltre il Guard Rail: per questo motivo, nei giorni precedenti, la Questura di Livorno decideva di intervenire.
Infatti, nel corso di un’operazione di polizia giudiziaria finalizzata alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti nei boschi della provincia di Livorno, un dispositivo congiunto di personale della Squadra Mobile e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Rosignano Solvay, riusciva a trarre in arresto un giovane di diciotto anni, irregolare sul territorio nazionale, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Penetrati nella macchia, gli agenti della Questura di Livorno, dopo aver individuato due soggetti sospetti, di cui uno con volto travisato da un passamontagna, intimavano loro di fermarsi per procederne all’identificazione: lo stesso soggetto travisato, compreso che si trattasse di polizia e non di “clientela”, scagliava all’indirizzo di uno degli operatori un pennato, prima di tentare la fuga nel mezzo dei rovi.
Dopo averlo raggiunto faticosamente fra la fitta vegetazione ed i rovi disseminati ovunque, il personale della Squadra Mobile e del Commissariato di Rosignano lo trovava in possesso di un marsupio contenente varie dosi di cocaina – ciascuna di esse termosaldata e pronta alla cessione – per un totale complessivo di 32 grammi, di un pezzo di hashish da 15 grammi, di un bilancino di precisione funzionante, e di 1335 euro in contanti suddivisi in banconote di vario taglio, presumibilmente provento dell’attività di spaccio.

Un secondo complice, invece, faceva perdere le proprie tracce.
Gli agenti, pertanto, lo traevano in arresto nella flagranza dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che per il porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere, e, su disposizione del magistrato di turno, veniva associato in carcere in regime di custodia cautelare.
Al termine dell’operazione, gli agenti procedevano ad una bonifica dell’area circostante, rinvenendo, nei pressi del punto in cui avevano incrociato i presunti spacciatori prima che si dessero alla fuga, una sedia in plastica (una vera e propria postazione per lo spaccio) con tutto intorno rifiuti di ogni tipo fra cui bottiglie in vetro ed in plastica, pentole da cucina, e batterie per automobili, segno evidente di una lunga permanenza nel bosco.
Il giorno dopo, il Giudice per le Indagini Preliminari, dopo aver convalidato l’arresto da parte della polizia giudiziaria, ne confermava, su richiesta del pubblico ministero, il regime restrittivo della carcerazione all’interno della Casa Circondariale di Livorno.
Va precisato che il procedimento penale non è ancora definito e, pertanto, le contestazioni dovranno essere ulteriormente verificate nell’eventuale giudizio. Solo una sentenza definitiva di condanna potrà far ritenere colpevole l’indagato.
FONTE: QUESTURA DI LIVORNO

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