Mentre si moltiplicano le testimonianze di cittadini importunati in zona Garibaldi, una video-denuncia ha scatenato il caos istituzionale: i passaggi della vicenda

Livorno, 21 agosto 2025 – Si è scatenata una bufera politica sulle condizioni di degrado di piazza Garibaldi: tutto è nato da una video denuncia del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Perini, il quale, tornato nuovamente a documentare la situazione, ha raccolto prove dell’occupazione di alcune delle baracchine da parte delle persone che quotidianamente stazionano in zona.
Il video ha suscitato molto clamore tra gli utenti dei social, scatenando indignazione e rabbia; a questa denuncia ha risposto il giorno successivo il Prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi, dichiarando di “escludere che in piazza Garibaldi sia in atto un fenomeno di spaccio nei termini rappresentati” e contemporaneamente facendo sigillare le baracchine in questione durante un massiccio intervento lampo.
La sola dichiarazione del Prefetto ha contribuito a scatenare una seconda ondata di indignazione e l’immediata risposta di Perini, che la sera stessa è tornato sui social per ribattere: “Come si fa a negare lo spaccio in piazza Garibaldi? […] Se non c’è spaccio, le baracchine cosa sono state tappate a fare?” Nel suo video, Perini sottolinea anche l’impossibilità di una collaborazione con l’istituzione della Prefettura, date queste premesse.
Proprio sul tema della collaborazione invocata dal Prefetto sono intervenuti infine Tenerini, Guarducci e Amato di Forza Italia, che in una nota dichiarano invece di “raccogliere con serietà l’appello del Prefetto alla collaborazione istituzionale”, chiedendo non velatamente a Perini di non lasciarsi andare alla retorica e affermando che la riqualificazione della piazza non può passare attraverso mezze misure.
In mezzo a questo caos istituzionale si sono moltiplicate le segnalazioni dei cittadini, i cui toni hanno raggiunto il massimo livello di esasperazione: tra chi dichiara di voler scappare e chi di non sentirsi più al sicuro tra le vie del centro, non si contano più le testimonianze di donne e uomini di ogni età che, passando in zona Garibaldi-Pontino, sono stati importunati con richieste di acquisto “merce” o infastiditi da persone in stato di alterazione.

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