“Manufatti minori del territorio rurale livornese”

Martedì 12 agosto la presentazione del libro di Roberto Branchetti al Museo di storia naturale del Mediterraneo. L’evento a cura del Gruppo Archeologico-Paleontologico Livornese nell’ambito delle “Notti dell’Archeologia”

Muri a secco, terrazzamenti, abbeveratoi, lavatoi, cippi confinari, carbonaie, croci stradali: nel territorio livornese circostante ai centri urbani sono ancora presenti testimonianze del mondo rurale del passato, manufatti delle nostre campagne risalenti sino alla metà del secolo scorso e che stanno rapidamente scomparendo. 

Di questo particolare aspetto si parlerà martedì 12 agosto (ore 21) al Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) a cura del Gruppo Archeologico-Paleontologico Livornese nell’ambito delle “Notti dell’Archeologia”. Nell’occasione sarà appunto presentato il libro “Manufatti minori del territorio rurale livornese” di Roberto Branchetti: «Si tratta  – scrive l’autore – di manufatti che fino alla prima metà del secolo scorso facevano parte del vivere quotidiano e si potevano vedere comunemente nelle nostre campagne, mentre oggi sono in rapida e inesorabile scomparsa da quel paesaggio di cui costituivano elementi stabili di riferimento. Sono opere superate dal progresso tecnologico e per questo, salvo rare eccezioni, versano in uno stato di completo abbandono. Le possiamo trovare, spesso ricoperte dalla vegetazione spontanea, nel resede di una vecchia casa colonica, al margine di una strada campestre o di una pista forestale».

Manufatti appartenenti alla cultura contadina e di cui purtroppo nessuno sembra occuparsi di preservare: «Ai manufatti in questione – prosegue Branchetti – dovrebbe essere riconosciuto un “valore di esistenza” così da farli entrare nell’interesse dell’archeologia moderna (o post-medievale), un valore sia come recupero della memoria storica di un territorio sia come una risorsa eco-museale capace di cogliere l’interesse dell’escursionista curioso».

La presentazione del libro è arricchita da un video di Roberto Tessari in cui viene mostrato il recupero di due manufatti minori (una fonte rurale e una croce stradale) nell’ambito di un progetto di riqualificazione storico-urbanistica del primo nucleo abitativo (ottocentesco) della futura Rosignano Solvay, che all’epoca ancora non esisteva.

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