Il consigliere di Fratelli d’Italia contesta le cifre comunicate dal sindaco Salvetti sull’edizione 2025 di Effetto Venezia e sull’andamento del turismo: “Spesa stimata senza basi, presenze sovrastimate, e tassa di soggiorno in calo del 17%”.

Livorno 06 Agosto 2025 – Tornano le polemiche attorno ai numeri di Effetto Venezia, la storica manifestazione cittadina che ogni estate anima il quartiere Venezia.
L’edizione 2025 si sarebbe chiusa, secondo il sindaco Luca Salvetti, con un nuovo “record”: 145mila presenze in cinque giorni. Una cifra accolta con entusiasmo dall’amministrazione, che ha parlato di “città viva, attrattiva e in crescita”.
Ma non tutti condividono questa lettura. Il consigliere comunale Alessandro Perini (Fratelli d’Italia) interviene con toni duri, parlando di “numeri autoprodotti” e mettendo in discussione sia l’attendibilità delle stime, sia l’impatto reale dell’evento sull’economia cittadina.
“Il vero record – afferma Perini – resta quello dell’edizione 2018, quando si registrarono 180mila presenze sotto l’amministrazione Nogarin. Dire che ogni anno sia un record, senza dati verificabili da enti terzi, è scorretto”.
Il consigliere contesta anche la stima economica comunicata dal sindaco, secondo cui ogni visitatore avrebbe speso in media 20 euro, per un indotto complessivo stimato di oltre 3 milioni di euro.
“Non sappiamo chi siano questi ‘esperti’ – dichiara – ma è evidente che Effetto Venezia è frequentata in larga parte da residenti, non da turisti. Senza un afflusso reale da fuori città, il denaro resta semplicemente in circolo tra cittadini livornesi. Più che un ritorno economico, si tratta di una partita di giro”.
Perini amplia poi il fronte della critica, puntando il dito anche contro i dati complessivi sul turismo e in particolare sulla tassa di soggiorno. Il sindaco ha infatti dichiarato che nel 2024 il Comune avrebbe incassato 1.050.000 euro, contro i 950.000 del 2023, a testimonianza – secondo l’amministrazione – di un aumento delle presenze turistiche in città.
Il consigliere, però, contesta l’origine di quei numeri:
“Nel rendiconto di bilancio 2023, approvato in Consiglio Comunale, si legge che l’incasso effettivo fu di 900.000 euro, non 950.000. E anche per il 2024, la cifra di 1.050.000 euro non corrisponde all’incasso reale, ma alla previsione: l’entrata effettiva si sarebbe fermata a 800.000 euro”.
Una differenza che, secondo Perini, sarebbe stata “occultata” confondendo appositamente le previsioni di bilancio con gli incassi reali.
A sostegno della sua tesi, cita lo studio del Centro Studi Enti Locali, che su base MEF, Banca d’Italia e Istat ha rilevato per Livorno una flessione del 17% nella tassa di soggiorno rispetto all’anno precedente, il dato più negativo tra le città d’arte italiane.
Una questione di trasparenza sui numeri?
Al netto dei toni della polemica politica, resta aperta la questione della trasparenza e attendibilità dei dati comunicati al pubblico. Le cifre sulle presenze turistiche e sulla ricaduta economica degli eventi culturali sono infatti strumenti fondamentali per orientare le politiche pubbliche e valutare l’efficacia delle iniziative promosse dall’amministrazione.
Sarebbe auspicabile, come accade in altre città italiane, il coinvolgimento di enti terzi indipendenti (come osservatori turistici regionali o università) per certificare numeri, flussi e impatti, così da evitare ogni margine di ambiguità e polemica.

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