Rissa nella pineta di Marina di Cecina: un arresto e una denuncia

Due giovani portati in caserma

CARABINIERI LIVORNO
CARABINIERI LIVORNO

Durante i consueti servizi di controllo del territorio, i Carabinieri della Compagnia di Cecina sono intervenuti nella pineta di Marina di Cecina per sedare una rissa scoppiata tra alcuni giovani. L’intervento si è concluso con l’arresto in flagranza di un 20enne residente in provincia di Firenze, già noto alle forze dell’ordine, per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, e con la denuncia a piede libero di un altro giovane, residente nel pisano, per il reato di rissa.

L’episodio si è verificato in tarda serata, dopo una segnalazione pervenuta al 112 che indicava una lite violenta in corso. Le pattuglie, già operative nella zona per il pronto intervento, sono arrivate rapidamente sul posto individuando due dei soggetti coinvolti, in evidente stato di alterazione psicofisica, probabilmente dovuta all’abuso di alcolici.

All’arrivo dei militari, il 20enne ha manifestato un atteggiamento sempre più agitato e aggressivo. Dopo aver inizialmente opposto resistenza all’identificazione del complice, è passato alle minacce verbali e, infine, a comportamenti violenti nei confronti dei Carabinieri. È stato necessario l’intervento di un ulteriore equipaggio per riportare la situazione sotto controllo e procedere al suo fermo.

L’azione dei militari si inserisce nell’ambito di una più ampia attività di prevenzione e contrasto ai reati, in particolare nelle aree boschive attigue ai locali della movida, spesso frequentate da giovani e segnalate per episodi di spaccio e degrado.

I due giovani sono stati condotti in caserma per gli accertamenti di rito. Il 20enne è stato arrestato per resistenza e lesioni, mentre l’altro è stato denunciato in stato di libertà. Su disposizione della Procura della Repubblica di Livorno, l’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Nella mattinata odierna, il GIP del Tribunale di Livorno ha confermato l’operato dei Carabinieri.

Si ricorda che, nel rispetto dei diritti degli indagati, entrambi devono considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.

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