Una lapide per ricordare Alessandro Tedeschi al cimitero ebraico

Nato a Livorno in una famiglia di origine ebraica – il padre era un commerciante, la madre casalinga – Alessandro Tedeschi mostrò fin da giovane un’intelligenza brillante e una straordinaria determinazione

Foto by Massimo Landi

Una cerimonia solenne e carica di significato si è svolta questa mattina al cimitero ebraico di Livorno, dove è stata scoperta una lapide in memoria di Alessandro Tedeschi, figura storica della Massoneria italiana e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1931 al 1940, durante uno dei periodi più oscuri della storia del nostro Paese.

Alla commemorazione hanno preso parte il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, e il Gran Maestro Onorario Massimo Bianchi, insieme a numerosi fratelli provenienti da tutta Italia. Un momento toccante per la Massoneria livornese e nazionale, che ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi protagonisti più illustri e coraggiosi.

Nato a Livorno in una famiglia di origine ebraica – il padre era un commerciante, la madre casalinga – Alessandro Tedeschi mostrò fin da giovane un’intelligenza brillante e una straordinaria determinazione. Completò gli studi al Regio Liceo Niccolini in soli quattro anni e si laureò in medicina nel 1889 con il massimo dei voti, discutendo una tesi intitolata Contributo clinico allo studio della nevrite.

Il video:

Oltre a esercitare la professione medica, fu volontario nella Quarta guerra d’Indipendenza, ma è soprattutto nella storia della Massoneria che il suo nome è impresso a caratteri indelebili. Eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia il 29 novembre 1931, guidò l’istituzione fino alla sua morte, il 19 agosto 1940.

Durante il regime fascista, Tedeschi subì persecuzioni da parte della Gestapo per le sue origini ebraiche, il suo attivo impegno antifascista e il suo ruolo nella Massoneria, costretta alla clandestinità. Morì in esilio, lontano dalla sua città natale, a Saint Loubès, in Francia.

Con la posa della lapide, Livorno rende omaggio a un suo illustre concittadino e ribadisce il valore della memoria, della libertà e del coraggio civile.

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