Via da Vinci, la ricostruzione dell’incidente

Alta velocità e guida in stato di ebbrezza tra le cause del tragico incidente del primo luglio; cosa rischia adesso il 48enne di Pisa

Livorno, 3 luglio 2025 – L’incidente che nella sera del primo luglio è costato la vita a Fabio Peluso e causato lesioni gravissime a Barbara Iervasi ora ha una ricostruzione, soprattutto grazie ai molti testimoni presenti: alta velocità e guida in stato di alterazione sono le principali cause di questa tragedia.

La ricostruzione:

Sulla base delle testimonianze e dei rilievi delle autorità, è stato accertato che entrambi i mezzi coinvolti stavano procedendo verso Livorno; il 48enne pisano alla guida della Fiat Panda ha imboccato la strada a velocità elevata, effettuando diversi sorpassi lungo via da Vinci, già ristretta per i lavori sulla pista ciclabile i cui cantieri sono ancora aperti.

Dopo alcuni sorpassi azzardati, l’auto si è trovata di fronte lo scooter con i coniugi a bordo; nel tentare un ennesimo sorpasso, il 48enne alla guida ha violentemente impattato contro il bauletto del motorino, scagliando Fabio e Barbara per molti metri. L’impatto è stato tale da far perdere il controllo dell’auto al 48enne, che si è bruscamente girata di lato ribaltandosi.

La situazione, apparsa subito gravissima, ha fatto scattare una corsa disperata per i soccorsi, anche se purtroppo per Fabio non c’era più nulla da fare; mentre Barbara raggiungeva l’ospedale dove è stata operata d’urgenza, il 48enne alla guida dell’auto è apparso ai testimoni e alle autorità frastornato, per quanto ferito in modo lieve. Le successive analisi hanno stabilito la sua positività ad alcol e cocaina.

Adesso l’uomo si trova imputato per omicidio stradale, guida in stato di ebbrezza e lesioni gravissime; l’aggravante dello stato di alterazione dovuta ad un elevato tasso alcolemico insieme alla presenza di cocaina può determinare un inasprimento della pena riguardante l’omicidio stradale, che prevede una reclusione tra 7 e 12 anni, fino a 18 anni di carcere. Subirà inoltre il ritiro della patente per un minimo di 15 anni e sarà chiamato a risarcire i familiari della vittima.

Barbara Iervasi si trova ancora in ospedale sotto stretta osservazione, mentre la salma di Fabio Peluso è stata trasferita presso la camera mortuaria del Cimitero dei Lupi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che potrebbe richiederne l’autopsia.

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