Il primo caso avvenuto nel Senese

Daniele, uno scrittore di 64 anni, è stato il primo a decidere di poter mettere fine alla propria vita. Malato da anni di Parkinson e affetto da una grave disfagia, era costretto a causa di quest’ultima a tenere una Peg per 21 ore su 24, e, grazie alla legge regionale approvata lo scorso febbraio ha potuto autosomministrarsi all’interno della sua abitazione, il tutto alla presenza di un medico legale dell’Asl e di due dottoresse e nel pieno rispetto delle procedure previste secondo la legge toscana.
Accanto a Daniele anche la coordinatrice della cellula toscana dell’associazione Luca Coscioni, Felicetta Maltese, oltre ai familiari e le badanti che hanno confermato la professionalità e la grande umanità del personale sanitario.
Queste le parole del presidente della regione Eugenio Giani, in seguito al fatto: “Quanto avvenuto dimostra che la nostra legge, in realtà, non crea nuove condizioni, anche di disciplina, rispetto al fine vita medicalmente assistito. La legge si è limitata a tradurre in procedure obiettive, imparziali, neutre, per tutti uguali quello che già la sentenza della Corte Costituzionale con la sentenza 242 del 2019. La legge toscana ha reso concreti i principi contenuti nella sentenza, permettendo ai cittadini di accedere ad un percorso di fine vita medicalmente assistito, rispettando il principio di autodeterminazione.”
E prosegue: “In poche parole, siamo davanti alla dimostrazione più evidente di quanto la legge toscana abbia momentaneamente colmato un vuoto, che però, non abbiamo la presunzione di riempire per sempre. Diventa adesso opportuno arrivare a una legge nazionale che traduca i principi della sentenza della consulta.”

Lascia un commento