Due cittadini marocchini di 44 e 38 anni ritenuti responsabili dell’importazione e distribuzione di cocaina e hashish nel territorio regionale, in particolare tra le province di Livorno e Pisa

La Polizia di Stato ha arrestato due uomini sospettati di gestire un traffico di droga tra l’Olanda e la Toscana. I due, cittadini marocchini di 44 e 38 anni, sono ritenuti responsabili dell’importazione e distribuzione di cocaina e hashish nel territorio regionale, in particolare tra le province di Livorno e Pisa.
L’operazione è il risultato di un’indagine durata circa un anno, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Livorno sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Livorno.
Le indagini sono partite il 28 dicembre 2023, dopo un controllo effettuato dalle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. In quell’occasione, all’interno di un’auto con a bordo tre uomini magrebini e una donna italiana, furono rinvenuti una pistola Beretta calibro 7.65, una borsa contenente 47.860 euro in contanti e un involucro termosaldato con 6,49 grammi di cocaina.
Da quel momento è scattato un intenso lavoro investigativo da parte della Sezione Antidroga, che ha utilizzato anche intercettazioni telefoniche e ambientali. Le attività hanno permesso di individuare i due presunti organizzatori del traffico, attivi in una rete di spaccio composta da soggetti italiani e stranieri.
All’alba di giovedì 8 maggio 2025, i due uomini sono stati arrestati nelle rispettive abitazioni, una in provincia di Firenze e l’altra in provincia di Pisa, con il supporto delle Squadre Mobili locali. Nel corso delle operazioni sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di altri soggetti coinvolti, tutti indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso con i due arrestati.
I materiali rinvenuti durante le perquisizioni sono stati posti sotto sequestro. Gli indagati si trovano ora nelle carceri di Sollicciano (Firenze) e Don Bosco (Pisa).
Si precisa che il procedimento penale è ancora in fase preliminare: le accuse dovranno essere confermate in sede di giudizio. Solo una condanna definitiva potrà stabilire la colpevolezza degli arrestati.

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