Lo sfogo di un livornese sui social contro un’intervento di Polizia ritenuto pericoloso si è trasformato in un caso mediatico: interviene il Sindacato

Livorno, 28 marzo 2025 – Nelle ultime ore si è diffuso capillarmente il post facebook di un livornese che ha voluto diffondere un suo personale sfogo a proposito di un’intervento di Polizia al quale ha assistito ieri sera, intorno alle ore 20:00, in via Marradi, scatenando un caso mediatico.
Ritenendo ingiustificato il passaggio di due volanti, la prima delle quali senza sirena, ad alta velocità nel centro cittadino, l’autore ha sottolineato la pericolosità dell’operazione scendendo a commenti ben poco lusinghieri nei confronti degli agenti coinvolti, menzionando anche minacce fisiche.
Immediata la risposta del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia (SIULP), che ha replicato:
“I poliziotti e le poliziotte di Livorno, come tutti i loro colleghi, svolgono un compito delicato, complesso, rischioso che, talvolta, può essere mal interpretato da chi non dispone di adeguate competenze. Ma nulla può giustificare gli irricevibili insulti formulati sulla base di approssimative valutazioni personali contenute, oltre ad altre non meno scomposte considerazioni, su un post Facebook pubblicato nella serata di ieri da un cittadino livornese a commento di un intervento di due Volanti della Questura labronica effettuato intorno alle ore 20.”
“Ogni intervento di Polizia segue modalità operative che vengono fornite negli addestramenti voluti dal Dipartimento della P.S., tra le quali l’indicazione di non far percepire al ladro, al rapinatore, all’aggressore l’arrivo della Volante, onde evitare che possa darsi alla fuga. Sarà nel caso la competente catena gerarchica a stabilire se l’azione dei colleghi sia stata o meno coerente con i protocolli operativi.”
“Ma in nessun caso il diritto di critica può sfociare in denigratorie affermazioni che vanno ben oltre il limite della continenza, con irripetibili espressioni ingiuriose accompagnate da strafottenti dichiarazioni quali “gli darei volentieri due schiaffi nel muso”. E tanto meno la libertà di pensiero può consentire a chicchessia di chiosare con altrettanti incauti commenti spregiativi, e parimenti lesivi, una denuncia impropria nella forma e del tutto abnorme quanto alla tesi sostenuta.”
“Se l’intendimento di questo improvvisato censore e dei suoi estemporanei sodali fosse stato genuinamente orientato a provocare una verifica in ordine alla condotta dei poliziotti intervenuti, egli avrebbe potuto, forse anche dovuto, segnalare l’occorso al vertice locale della Polizia di Stato, attraverso gli ordinari canali di comunicazione a cui hanno accesso tutti i cittadini.”
“E, come di prassi avviene, non sarebbero mancate le risposte da parte dei responsabili istituzionali. Si è invece preferito andare alla ricerca di visibilità personale dando sfogo a una incomprensibile rabbia scagliata contro chi altro non stava facendo che adempiere al proprio dovere.”
“Non appartiene al SIULP di Livorno la cultura della difesa corporativa a prescindere. Ma non possiamo accettare la celebrazione di processi sommari avviati con troppa superficialità sul tribunale dei social, specialmente quando le arringhe populiste sono sbilanciate da giudizi gravemente lesivi dell’onorabilità dei poliziotti e dell’Istituzione che essi rappresentano. Per tutto quanto precede non potremo che essere al fianco dei nostri colleghi ingiustamente esposti a questa inopinata gogna per sostenerli in eventuali iniziative per la tutela della loro onorabilità. – Il Segretario Generale Provinciale S.I.U.L.P. di Livorno, Angela Bona”

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