Saranno le direzioni sanitarie dei singoli presidi a stabilire le modalità di ingresso degli animali, nel rispetto delle regole stabilite dalla Regione

Cani, gatti e altri animali da affezione potranno accedere alle strutture sanitarie della Toscana, comprese cliniche convenzionate e Rsa, purché siano registrati all’anagrafe animale. Lo ha deciso la giunta regionale con una delibera che fissa le linee guida per l’accesso degli animali, con l’obiettivo di migliorare il benessere fisico e mentale dei pazienti, soprattutto quelli di lunga degenza.
Saranno le direzioni sanitarie dei singoli presidi a stabilire le modalità di ingresso degli animali, nel rispetto delle regole stabilite dalla Regione.
Per garantire sicurezza e igiene, l’ingresso sarà consentito solo agli animali in buona salute, identificati e iscritti all’anagrafe. Sarà necessario presentare un certificato veterinario rilasciato non oltre un mese prima e dimostrare che l’animale sia stato trattato contro parassiti interni ed esterni tra tre e trenta giorni prima della visita. Inoltre, il proprietario dovrà sottoscrivere una polizza assicurativa.
Durante la permanenza in ospedale, gli animali dovranno essere sempre sotto il controllo del proprietario. I cani dovranno essere condotti al guinzaglio (lungo massimo 1,5 metri) e avere la museruola con sé, mentre gli altri animali dovranno essere trasportati in appositi trasportini.
Le visite saranno organizzate per evitare sovrapposizioni e dovranno essere comunicate con almeno 24 ore di anticipo. Alcuni reparti, tra cui pronto soccorso, neonatologia, sale operatorie, aree dialisi e ambulatori, resteranno interdetti agli animali.
L’iniziativa si basa su evidenze scientifiche che dimostrano come l’interazione con gli animali possa avere effetti positivi sul benessere dei pazienti. Studi hanno confermato che la presenza di un animale riduce i livelli di cortisolo (ormone dello stress), aumenta la produzione di ossitocina e contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Con questa decisione, la Toscana si conferma all’avanguardia nell’umanizzazione delle cure, promuovendo un modello sanitario sempre più attento ai bisogni emotivi e sociali dei pazienti.

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