Cubone: rimonta la protesta dei cittadini

La risposta del Comitato che si sente sbeffeggiato dalle istituzioni e le ragioni della protesta

Non tarda ad arrivare la risposta del Comitato No Cubone, il movimento che protesta contro la costruzione alla Scopaia, al post del sindaco, ritenuto irridente, e a quello dell’assessore ai lavori pubblici, che nel condividere le immagini del cantiere ha esordito così: “Cubone avanti tutta, un anno per completare i lavori”. 

“Un messaggio” sostiene il Comitato “che suona come una provocazione per tutti i cittadini, un’esibizione di forza che non ha nulla a che vedere con la politica ma ricorda piuttosto la logica della tifoseria da stadio: chi è con loro esulta, chi osa opporsi viene irriso e schiacciato”.

Le ragioni alla base della protesta sono molteplici, tutte inerenti ai rischi ambientali che porterebbe il progetto; innanzitutto in quella zona sorgeva un polmone verde per il quartiere e per la città, una zona che ospitava oltre 130 specie vegetali e oltre 40 specie di uccelli, quindi un ambiente salubre con una sua biodiversità che viene sostituito da un cantiere.

A preoccupare i residenti c’è anche il rischio idrogeologico che potrebbe portare tale costruzione, in quanto, nella zona scorre il Rio Felciaio, e affidarsi a canalette di scolo per arginare il problema non sarebbe sufficiente, dato che, il cemento andrebbe a impermeabilizzare il terreno vicino al corso d’acqua.

A questi problemi si aggiunge un fattore che rende i protestanti furiosi, cioè, un’alternativa valida a pochissima distanza da dove sorge il cantiere; l’area ex-labrogarden, una zona già cementificata e in degrado da molti anni che sta aspettando solo di essere riqualificata.

“Questa vicenda è emblematica di una gestione del territorio che sembra procedere senza alcun rispetto per l’ambiente e per la volontà della comunità” conclude il Comitato “Qui non si tratta di politica, ma di arroganza del potere, che divide i cittadini tra fedeli sostenitori e ‘nemici’ da ridicolizzare e ignorare. Un’amministrazione che invece di ascoltare e mediare, sceglie di imporsi con atteggiamenti da curva da stadio. Ma la nostra battaglia non si ferma qui. Continueremo a denunciare e a far sentire la nostra voce”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.