Sanzionata azienda per violazione delle normative sulla commercializzazione del legno, multa fino a 5.000 euro

Controlli anche contro il bracconaggio ittico, sanzione di 2.000 euro

Carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Livorno, al fine di contrastare il fenomeno del commercio illecito internazionale di legname, hanno eseguito un’attività di controllo in alcune attività della provincia. Al riguardo, durante le verifiche di una ditta nel comune di Cecina, i carabinieri hanno constatato violazioni a carico del titolare cecinese di un’attività operante nel settore del commercio di legname.

Le irregolarità rilevate hanno riguardato la mancata applicazione del regolamento europeo (995/2010 EUTR) circa il rispetto di sistemi di “dovuta diligenza” che mirano a contrastare la compravendita di legname di provenienza illegale. In questo caso, perl’importazione di 23 tonnellate di tavole di legname appartenente alla specie “okumè” (aucoumeaklaineana) proveniente dal Gabon, al titolare è stata contestata la mancata iscrizione al registro nazionale degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Per tale illecito amministrativo è previsto il pagamento in misura ridotta pari a 400 euro.

È stato inoltre contestato il non aver posto in essere e mantenuto le misure e le procedure di “dovuta diligenza” nella commercializzazione del legno e/o prodotti da esso derivati e, per tale violazione, la sanzione amministrativa prevista varia da 5 a 5000 euro ogni 100 Kg. di prodotto commercializzato e non è ammesso pagamento in misura ridotta. Alla determinazione dell’importo provvederà l’Autorità Amministrativa competente secondo quanto previsto per un minimo edittale di 300 fino a un massimo di 1.000.000 di euro.

Detta attività dei Carabinieri Forestali fa parte di una più ampia strategia del comparto di specialità dell’Arma dedicato alla tutela e salvaguardia dell’ambiente ad ampio spettro, abbracciando tutte le sue peculiarità ed i suoi diversi aspetti.

Di qualche giorno fa, infatti, è un’altra operazione di settore, condotta questa volta dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Cecina, prodromica al contrasto di dinamiche illecite legate alla pesca illegale in acque interne. In quel frangente i carabinieri Forestali hanno eseguito un’attività ispettiva di controllo al fine di perseguire il cd. “bracconaggio ittico”. Si tratta di una pratica consistente nell’esercizio illegale della pesca nelle acque interne; in particolare in ogni azione di cattura e di prelievo con materiali e mezzi talvolta non autorizzati ed effettuata con modalità vietate dalla legge e dai regolamenti in materia di pesca emanati dagli enti territoriali competenti.

In tale contesto i carabinieri Forestali avevano sorpreso una persona sulla settantina della zona nei pressi del fiume Fine in località Steccaia del comune di Rosignano. Lo stesso era intento ad esercitare attività di pesca utilizzando attrezzatura vietata, consistente in una particolare rete da pesca cd. ripaiola. Per l’utilizzo di questo strumento, teso alla cattura o al prelievo di specie ittiche e di altri organismi acquatici con materiale, mezzi e attrezzature vietati dalla legge, ne è conseguita una sanzione a carico dell’uomo per un importo pari ad euro 2000, nonché il sequestro amministrativo di tutta l’attrezzatura utilizzata: oltre alla ripaiola anche una serie di altri strumenti utili all’attività di frodo. 

Controlli di settore dello stesso tenore saranno costantemente ripetuti nelle diverse aree verdi della provincia labronica a cura dei Carabinieri Forestali con il prioritario fine di scoraggiare e contrastare malintenzionati dediti al bracconaggio, a tagli boschivi non autorizzati e ad ogni altra pratica illecita a danno dell’ambiente, nonché preservare l’ittiofauna e più in generale ogni parte verde e boschiva del territorio. Anche il citato Reparto di settore, i Carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Livorno, proseguirà su tutto il territorio provinciale a tutela e salvaguardia dell’ambiente ed in ottica del contrasto ad eventuali fenomeni illeciti anche e soprattutto a difesa del patrimonio boschivo contro la commercializzazione fuori legge di legnami.

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