Ad oggi, tra Livorno e Carrara, sono stati valutati oltre 350 pazienti, di cui 227 segnalati per un supporto psicologico (135 già presi in carico). A tutti viene consigliato un programma di attività fisica e, nei casi selezionati, il paziente viene indirizzato per una consulenza specialistica in ambito algologico, fisiatrico o nutrizionale

Nel recente congresso della sezione toscana della Società Italiana di Reumatologia, intitolato “Le malattie infiammatorie autoimmuni e la sindrome fibromialgica” e svoltosi all’ospedale di Careggi, sono stati approfonditi gli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici della fibromialgia, con un focus sulle correlazioni con le patologie infiammatorie autoimmuni. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi specialisti e delle associazioni di riferimento.
Nel percorso di cura dell’ASL Toscana nord ovest, un ruolo fondamentale è svolto dalla struttura di Psicologia della continuità ospedale-territorio, guidata da Patrizia Fistesmaire. Il supporto psicologico è un elemento centrale del progetto.
Ambulatori dedicati: uno a Carrara per la zona nord e uno a Livorno per la zona sud
Il progetto, operativo da giugno a Carrara e da dicembre a Livorno, si avvale di due team multidisciplinari che lavorano in ambulatori dedicati: uno a Carrara per la zona nord e uno a Livorno per la zona sud. Il reumatologo è il tutor del percorso. Il team di Carrara include le reumatologhe Franca Storino, Cristina Bernardoni e Vittoria Bascherini, mentre quello di Livorno è rappresentato da Cristina Mandolesi.
Per il supporto psicologico, il team di Carrara è composto da Michela Zanetti, Serena Pallotti e Luca Galli, mentre a Livorno operano Simona Ceccanti e Anna Maria Marroni. Altre figure professionali coinvolte nei team includono il fisiatra, il medico dello sport e il chinesiologo (per l’attività fisica e la riabilitazione), l’algologo e il nutrizionista. Nei prossimi mesi, il team potrebbe essere ampliato in base alle esigenze emergenti nel trattamento dei pazienti.
L’accesso al percorso avviene tramite il medico di famiglia, che, in caso di sospetto di fibromialgia, invia il paziente all’ambulatorio di reumatologia per una prima valutazione. Se necessario, il paziente viene poi indirizzato all’ambulatorio dedicato alla fibromialgia, dove si conferma la diagnosi e si attivano i diversi specialisti in base al singolo caso.
Ad oggi, tra Livorno e Carrara, sono stati valutati oltre 350 pazienti, di cui 227 segnalati per un supporto psicologico (135 già presi in carico). A tutti viene consigliato un programma di attività fisica e, nei casi selezionati, il paziente viene indirizzato per una consulenza specialistica in ambito algologico, fisiatrico o nutrizionale.
La Reumatologia e Allergologia di Carrara, diretta dal dottor Gianluigi Occhipinti, è stata individuata dalla Regione Toscana come uno dei tre centri territoriali di riferimento per la gestione della fibromialgia. Il dottor Occhipinti, referente della linea professionale Reumatologia per l’ASL Toscana nord ovest, ha illustrato i farmaci utilizzati per la cura della fibromialgia e le nuove prospettive terapeutiche.
La fibromialgia è una patologia reumatica non infiammatoria caratterizzata da dolore cronico diffuso, che in Italia colpisce oltre due milioni di persone, prevalentemente donne. I sintomi principali includono dolore muscolare persistente, marcata stanchezza, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, aumento della tensione muscolare e rigidità articolare, con un impatto significativo sulla qualità della vita.
La diagnosi è spesso complessa a causa della varietà dei sintomi. Il reumatologo è la figura di riferimento, sia per la predominanza del dolore articolare e muscolare, sia perché la fibromialgia può presentarsi come comorbidità di artriti o connettiviti.
Il trattamento più efficace è un approccio multidisciplinare che combina educazione del paziente, terapia farmacologica per il controllo del dolore, programmi di attività fisica, fisioterapia mirata e interventi comportamentali per migliorare lo stile di vita. Fondamentale è anche il supporto psicologico, essenziale per aiutare i pazienti ad affrontare l’impatto della malattia sulla vita quotidiana.

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