Da sabato 22 febbraio sino al 31 ottobre la Sala delle esposizioni temporanee di Villa Henderson ospiterà un’affascinante mostra con le realizzazioni di Naturaliter legate a miti e leggende che hanno attraversato i secoli

La sfinge, il drago, il centauro, le sirene, il cavallo alato, il licantropo, il minotauro, le arpie, l’idra di Lerna oppure il grifone: ecco alcuni dei protagonisti di “Creature fantastiche”, la nuova mostra che sarà inaugurata sabato 22 febbraio (ore 17) nella Sala delle esposizioni temporanee del Museo di storia naturale del Mediterraneo (via Roma, 234) con trentadue spettacolari raffigurazioni tridimensionali realizzate da Naturaliter, un’azienda con sede a Capannoli (Pisa) specializzata in allestimenti museali, diorami e ricostruzioni scientifiche.
Sempre ospitati a Villa Henderson negli anni scorsi di Naturaliter possiamo ricordare altre mostre di grande impatto visivo come “I giganti della Terra” dedicata ai dinosauri, “Squali, predatori perfetti” oppure “Abissi”.
Nella mostra odierna sono invece di scena creature legate a miti e leggende di civiltà del passato, arrivate sino ai giorni nostri tramandate oralmente, ma soprattutto attraverso opere letterarie, dipinti, monumenti, composizioni musicali, araldica, astronomia (attribuendo il nome ad alcune costellazioni) e anche, più di recente, grazie al cinema. Si tratta di creature sovente dal corpo composito con sembianze parzialmente umane.

È, ad esempio, il caso delle sirene, metà donne e metà pesci, che con il loro canto ammaliano i naviganti mandandoli a naufragare sulle scogliere come descritto da Omero nell’Odissea. Oppure come la sfinge, corpo di leone e testa umana, che vediamo raffigurata nell’Antico Egitto con il gigantesco complesso monumentale nella piana di Giza non lontano dalla piramide di Cheope, ma che ritroviamo anche nella narrazione ellenica col mito di Edipo, posta all’ingresso della città di Tebe mentre rivolge insidiosi indovinelli ai passanti. Nelle civiltà greca, etrusca e romana spicca invece la chimera in genere raffigurata col corpo leonino, una testa di capra sul dorso ed un serpente come coda, una creatura feroce che sputa fuoco uccisa da Bellerofonte cavalcando Pegaso, il celebre cavallo alato che vediamo ora raffigurato nello stemma delle Regione Toscana.
A sputare fuoco dalle fauci è anche il drago, un grosso lucertolone in genere munito di ali rinvenibile in molte mitologie europee e asiatiche, una figura ripresa di frequente in letteratura, nel cinema e nei videogiochi, talora posto a guardia di un tesoro. Come il drago Fàfnir richiamato nell’opera “L’anello del Nibelungo” di Richard Wagner. A simboleggiare la vigilanza e la tutela dei beni è inoltre il grifone, corpo di leone e testa di aquila, che in araldica vediamo raffigurato, a custodia del pubblico erario, nello stemma della Guardia di Finanza.

La mostra, pensata per tutte le età, si avvale di pannelli informativi, installazioni interattive e proiezioni sceniche per approfondire la storia e il significato simbolico di ogni creatura raffigurata.
«Oltre all’esposizione principale – fanno sapere dal Museo – sono previsti eventi speciali, conferenze e laboratori didattici per arricchire l’esperienza e stimolare la creatività e la fantasia di grandi e piccoli».
Info: biglietto 7 euro (intero) e 5 euro (ridotto); tel. 0586-266711; e-mail: segreterie.museo@provincia.livorno.


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