Questa giornata è dedicata a un tragico capitolo della storia italiana che per decenni è rimasto nell’ombra

Ogni anno, il 10 febbraio, l’Italia commemora il Giorno del Ricordo, una ricorrenza istituita con la legge 92 del 2004 per conservare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Questa giornata è dedicata a un tragico capitolo della storia italiana che per decenni è rimasto nell’ombra.
Il contesto storico
Alla fine della Seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, nelle regioni del confine orientale italiano (in particolare l’Istria, il Quarnaro e la Dalmazia), migliaia di italiani furono uccisi dai partigiani jugoslavi di Tito.
Le vittime furono gettate nelle foibe, cavità carsiche naturali che divennero simbolo di una violenza feroce e indiscriminata. I massacri furono motivati da una combinazione di repressione politica e vendette postbelliche. Parallelamente, oltre 250.000 italiani furono costretti ad abbandonare le loro terre per sfuggire alle persecuzioni e all’annessione dei loro territori alla Jugoslavia.
Questo esodo segnò profondamente la comunità italiana, con molte famiglie costrette a ricostruire la propria vita in altre regioni d’Italia o all’estero, spesso tra indifferenza e ostilità.
Solo a partire dagli anni ’90 e con l’istituzione del Giorno del Ricordo si è avviato un percorso di maggiore consapevolezza e dibattito pubblico. Oggi, la commemorazione del 10 febbraio è occasione per approfondire la conoscenza di questi eventi e onorare la memoria.

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