Confcommercio:“Rivedere oneri di sistema e prevedere incentivi per l’efficienza energetica”

Pieragnoli: “Dopo la crisi energetica del 2022, che ha causato un’impennata dei prezzi, molte imprese si sono trovate a fronteggiare costi insostenibili”

“Gli ultimi dati sull’andamento dei costi energetici confermano quanto purtroppo le spese per l’energia continuino a rappresentare un peso per le imprese del territorio”. Non nasconde la sua preoccupazione il direttore della Confcommercio provinciale Federico Pieragnoli.

“Le imprese del terziario stanno affrontando un pesante incremento delle spese: nel 2024 la spesa media per l’energia è aumentata del 35% rispetto al 2019 e l’aumento generalizzato del +18,2% stimato da Arera sulle tariffe del gas per la prima fascia di consumatori vulnerabili, previsto già nel primo trimestre del 2025, non ci fanno dormire sonni tranquilli. Il rischio è quello di innescare un circuito che da un lato aumenta i costi per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, e dall’altro frena i consumi”.

“Dopo la crisi energetica del 2022, che ha causato un’impennata dei prezzi, molte imprese si sono trovate a fronteggiare costi insostenibili. Queste difficoltà si sono sommate alle sfide affrontate negli anni della pandemia di Covid. Ora, mentre si iniziano a intravedere segnali di ripresa economica, una nuova batosta sarebbe motivo di grande preoccupazione”.

“Per questo” evidenzia Pieragnoli “ribadiamo l’urgenza di interventi concreti a livello nazionale ed europeo per affrontare il problema della speculazione sui mercati energetici e garantire una maggiore stabilità nei prezzi. Proteggere e sostenere la competitività delle imprese è una priorità imprescindibile. Imprenditori e commercianti non possono continuare a lavorare solo per coprire bollette, affitti, fornitori e stipendi e non vorremmo nel modo più assoluto vedere imprese constrette a fermare o ridurre l’attività per evitare perdite”.

Da qui la richiesta di interventi mirati “a livello europeo occorre fissare un tetto massimo al prezzo del gas per prevenire nuovi aumenti speculativi e riformare il mercato dell’energia separando i prezzi dell’elettricità da quelli del gas, in modo da riflettere meglio i costi di produzione e garantire tariffe eque, mentre a livello nazionale sarebbe veramente urgente una revisione degli oneri generali di sistema, che incidono per il 26% sulle bollette delle imprese del terziario, oltre alla previsione di incentivi per migliorare l’efficienza energetica”.

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