Salario minimo e omicidio sul lavoro: sciopero generale

Sciopero ma anche una giornata di lotta per ribadire ciò che di urgente serve al Paese. Le parole di Omar Franconi, Asia-Usb di Livorno.

Livorno, 13 Dicembre. Oggi giornata di sciopero generale, di tutte le categorie. “Una giornata importante” ci racconta Omar Franconi, membro del coordinamento dell’esecutivo dell’Unione sindacale di Base (Usb) di Livorno soltanto “a Roma c’erano 5mila persone” ma ci sono stati cortei anche a Genova, Milano e in altre importanti città italiane.

Uno sciopero, precisa Franconi, fatto per ribadire concetti che sono, sì, semplici ma anche importanti e soprattutto urgenti: il salario minimo, il potere d’acquisto dei lavoratori, i salari bloccati a 25 anni fa, siamo l’unico Paese in Europa a non aver visto un adeguamento dei salari al costo della vita. Anche gli appalti sono nel mirino dell’occhio vigile dell’USb ma soprattutto, onnipresente e quanto mai urgente, il tema della sicurezza sul lavoro.  “Dopo quello che è accaduto a Calenzano: sì ad una sicurezza sul lavoro sempre più attenta e più che altro all’istituzione del reato di omicidio sul lavoro. Le stragi non sono più tollerabili” chiude perentorio Franconi. 

Questa la linea che da sempre porta avanti l’Usb, che non si è tirata indietro a presentarsi a Roma per manifestare.  Una giornata di lotta che si è aperta già con una vittoria al Tar contro il Ministro Matteo Salvini intendeva chiudere ancora di più i rubinetti e le possibilità di sciopero dei cittadini e dei sindacati.

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