I due presunti autori sono stati denunciati in stato di libertà e dovranno rispondere, in concorso, del reato di truffa in concorso

Oltre ai numerosi e costanti incontri organizzati dall’Arma di Livorno per informare la popolazione su come difendersi dai più diversi tentativi di truffa, sia on-line che non, nonché su come prevenire i raggiri segnalando tempestivamente al presidio dei Carabinieri più vicino o chiamando il 112 NUE (Numero Unico di Emergenza) segnalando persone o veicoli sospetti, continua incessante anche l’attività di contrasto in termini di attività di polizia giudiziaria ad opera dei Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno per arginare questo tipo di reati.
Il Comando Provinciale Carabinieri di Livorno riserva costante e massima attenzione ai fenomeni di delittuosità riconducibili alle truffe e ai raggiri anche a prioritaria tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione, in stretta continuità con le direttive operative condivise in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura di Livorno.
Ed è proprio all’interno di tale cornice operativa chi i Carabinieri della Stazione di Cecina, a conclusione di un’approfondita attività di indagine, hanno denunciato a piede libero all’AG di Livorno, poiché gravemente indiziati di truffa in concorso, due uomini sulla trentina originari dell’Est Europa.
Secondo la ricostruzione dei militari, i predetti si sarebbero presentati presso il reparto di telefonia di un negozio della zona chiedendo di visionare degli smartphone. Il negoziante mostrava ai due un telefono di ultima generazione porgendolo nelle mani di uno di loro. Dopo averlo maneggiato alcuni secondi e approfittando di un momento di distrazione del venditore, passava il dispositivo all’altro soggetto dietro di lui, il quale lo riponeva nella tasca della felpa per poi estrarre il clone che riconsegnava al commerciante.
Pochi minuti dopo, il negoziante, avvedutosi della sostituzione, si è recato presso i Carabinieri per denunciare l’accaduto e, a seguito delle tempestive indagini, condotte anche con ausilio di estratti dalle videosorveglianze della zona nonché scambi informativi con altri reparti dell’Arma, sono riusciti a identificare i due uomini peraltro risultati già noti per diversi precedenti analoghi.
I due presunti autori sono stati denunciati in stato di libertà e dovranno rispondere, in concorso, del reato di truffa in concorso.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
I Carabinieri, alla luce dell’ennesima truffa, colgono l’occasione per richiamare l’attenzione deicittadini a fare massima attenzione a situazioni particolari in cui si viene avvicinati da soggetti sconosciuti e dal comportamento sospetto nonché ribadiscono di adoperarsi con le migliori prassi in relazione anche alle sempre più frequenti fattispecie di reato scaturite da collegamenti su siti internet ed acquisti online particolarmente convenienti, dietro i quali, talvolta, si celano persone senza scrupoli, dedite a truffe e raggiri.
Durante le trattative è raccomandabile utilizzare strumenti di comunicazione diretti, quali telefonate, più facilmente tracciabili rispetto a semplici messaggi tramite social network e verificare, anche tramite web, la reale presenza di aziende o rivendite. In caso di dubbi, ci si può sempre rivolgere ad una delle 27 Stazioni Carabinieri del territorio della Provincia di Livorno per esporre i propri sospetti e verificare ogni dubbio.
Il reiterarsi di diverse tipologie di truffa impone di richiamare gli accorgimenti e le misure che i Carabinieri di Livorno raccomandano in caso di dubbi e/o mancanza di conoscenza dell’interlocutore da cui si viene avvicinati per ogni tipo di accordo o richiesta in cui emerge la richiesta di eseguire un’operazione o un pagamento anche e soprattutto con i mezzi diversi dall’uso dei contanti in particolare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.
A tal riguardo nei suddetti casi, appena si hanno sospetti, il consiglio è quello di porre massima attenzione, non aprire la porta a sconosciuti che si presentano presso le abitazioni private, diffidare dalle apparenze e soprattutto limitare la confidenza su internet.
In tale ottica pertanto, prestare sempre massima attenzione, ma soprattutto a rivolgersi con fiducia ai Carabinieri in caso di sospetti, chiamando il 112 N.U.E. per effettuare un’immediata segnalazione, nonché consultare il sito Carabinieri.it in cui sono illustrate le principali tipologie di truffe e come riconoscerle, poiché le tecniche adottate dai truffatori, per quanto subdole e fantasiose, hanno schemi ricorrenti ed individuarli è il primo passo per difendersi.
In caso di ricezione di telefonate da numeri di utenze fisse o mobili con prefissi o numerazioni compatibili con la mittenza, per esempio di uffici istituzionali o di caserme, essendo attualmente frequenti fenomeni di clonazione di numerazioni già assegnate, è buona norma riattaccare, quindi chiudere la conversazione sospetta e richiamare il numero al fine di avere conferma di non trovarsi di fronte all’ennesimo ignoto truffatore.

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