Gli approfondimenti investigativi, partendo dalle interlocuzioni avvenute con la vittima e dall’analisi dei movimenti di denaro, hanno permesso di individuare il presunto sedicente venditore, che dovrà rispondere dell’accusa di truffa

Oltre ai numerosi e costanti incontri organizzati dall’Arma di Livorno per informare la popolazione su come difendersi dai tentativi di truffa, soprattutto on-line, nonché su come prevenire i raggiri segnalando tempestivamente al presidio dei Carabinieri più vicino o chiamando il 112 NUE (Numero Unico di Emergenza) segnalando persone o veicoli sospetti, continua incessante anche l’attività di contrasto in termini di attività di polizia giudiziaria ad opera dei Carabinieri del Comando Provinciale di Livorno per arginare questo tipo di reati.
A tal riguardo, i Carabinieri della Stazione di Bibbona, a seguito di accurati accertamenti, hanno individuato e denunciato a piede libero, all’A.G. di Livorno, un uomo sulla trentina originario di un’altra regione, con numerosi precedenti di polizia anche specifici, gravemente indiziato di essere l’autore di una truffa ai danni di un uomo del posto.
L’indagato avrebbe messo in vendita sulla pagina di e – commerce di un noto social un pezzo di ricambio per auto, attirando l’attenzione della vittima che lo contattava per iniziare una trattativa. A seguito di alcuni scambi telefonici anche mediante applicazione di messaggistica, è stato concordato il prezzo di 640 euro e la vittima si è convinta a perfezionare l’acquisto effettuando dapprima un acconto, pari alla metà del prezzo, verso l’IBAN di una carta prepagata che l’interlocutore gli ha fornito, perfezionando il tutto dopo pochi giorni con un ulteriore accredito. Da quel momento però l’interlocutore ha iniziato a simulare circostanze e condizioni asseritamente impeditive alla spedizione della merce.
In ragione del protrarsi dell’attesa e senza che quanto dovuto fosse consegnato o ricevuto, la vittima ha incaricato anche un corriere privato al ritiro dell’oggetto al domicilio del presunto venditore, che però non si è reso reperibile all’indirizzo fornito.
Andati vani anche gli svariati tentativi di riavere indietro i soldi, l’acquirente ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri del Comando Stazione di Bibbona che hanno avviato le indagini.
Gli approfondimenti investigativi, partendo dalle interlocuzioni avvenute con la vittima e dall’analisi dei movimenti di denaro, hanno permesso di individuare il presunto sedicente venditore, che dovrà rispondere dell’accusa di truffa.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
I Carabinieri, alla luce dell’ennesimo episodio di truffa on-line, esortano i cittadini a fare massima attenzione ai collegamenti su siti internet ed agli acquisti online particolarmente convenienti, dietro i quali, talvolta, si celano persone senza scrupoli, dedite a truffe e raggiri.
Durante le trattative è raccomandabile utilizzare strumenti di comunicazione diretti, quali telefonate, più facilmente tracciabili rispetto a semplici messaggi tramite social network e verificare, anche tramite web, la reale presenza di aziende o rivendite. In caso di dubbi, ci si può sempre rivolgere ad una delle 27 Stazioni Carabinieri del territorio della Provincia di Livorno per esporre i propri sospetti e verificare ogni dubbio.
Il reiterarsi di diverse tipologie di truffa impone di richiamare gli accorgimenti e le misure che i Carabinieri di Livorno raccomandano in caso di dubbi e/o mancanza di conoscenza dell’interlocutore da cui si viene avvicinati per ogni tipo di accordo o richiesta in cui emerge la richiesta di eseguire un’operazione o un pagamento anche e soprattutto con i mezzi diversi dall’uso dei contanti in particolare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.
A tal riguardo nei suddetti casi, appena si hanno sospetti, il consiglio è quello di porre massima attenzione, non aprire la porta a sconosciuti che si presentano presso le abitazioni private, diffidare dalle apparenze e soprattutto limitare la confidenza su internet.
In tale ottica pertanto, prestare sempre massima attenzione, ma soprattutto a rivolgersi con fiducia ai Carabinieri in caso di sospetti, chiamando il 112 N.U.E. per effettuare un’immediata segnalazione, nonché consultare il sito Carabinieri.it in cui sono illustrate le principali tipologie di truffe e come riconoscerle, poiché le tecniche adottate dai truffatori, per quanto subdole e fantasiose, hanno schemi ricorrenti ed individuarli è il primo passo per difendersi.
In caso di ricezione di telefonate da numeri di utenze fisse o mobili con prefissi o numerazioni compatibili con la mittenza, per esempio di uffici istituzionali o di caserme, essendo attualmente frequenti fenomeni di clonazione di numerazioni già assegnate, è buona norma riattaccare, quindi chiudere la conversazione sospetta e richiamare il numero al fine di avere conferma di non trovarsi di fronte all’ennesimo ignoto truffatore.

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