Rinnovo del contratto nazionale industria metalmeccanica, le imprese chiudono alla richiesta di aumenti salariali, si va verso lo scontro

Braccini (CGIL): “Come Organizzazioni sindacali abbiamo richiesto un aumento di 280,00 € mensili, la stabilità dei  contratti di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro e garanzie negli appalti”

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Federmeccanica, nell’incontro sul rinnovo del Contratto nazionale dell’industria metalmeccanica,  che in provincia di Livorno interessa circa 10.000 lavoratori, ha opposto una contro  piattaforma rispetto alle richieste presentate dalle organizzazioni sindacali e votate dai lavoratori. 

Federmeccanica propone un contratto in chiave ESG ( Environmental, Social, Governance)  ambiente, società e governance, cioè rimandano a un rating di sostenibilità che ogni azienda  dovrebbe rispettare ed in modo da fare scelte sostenibili per le imprese. 

Come Organizzazioni sindacali abbiamo richiesto un aumento di 280,00 € mensili, la stabilità dei  contratti di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro e garanzie negli appalti.  

 Federmeccanica non non ha risposto alle legittime rivendicazioni dei lavoratori. 

L’associazione dei datori di lavoro sostiene che negli anni precedenti ci sono già stati  adeguamenti ai minimi salariali troppo alti e che ora non possono dare più un euro. 

 Propongono di aumentare la vigenza contrattuale, bonus ai lavoratori delle imprese che non  hanno il premio di risultato, ovviamente solo laddove le imprese facciano utili ed i lavoratori non  abbiano riconoscimenti individuali, il potenziamento della previdenza complementare,  l’innalzamento dei flexible benefit esistenti. 

Sul salario non è previsto quindi nessun aumento certo, ma verrà riconosciuto solo quanto  previsto dall’andamento dell’inflazione (IPCA NEI) al netto dei beni energetici importati. Altresì, se  tale cifra superasse l’1%, la differenza non verrebbe più erogata a giugno, ma a dicembre,  modificando così, di fatto, il modello contrattuale.  

I lavoratori sono di fronte alla perdita del potere d’acquisto ed il riferimento degli aumenti  contrattuali non può essere visto solo guardando agli ultimi tre anni.  

Il contratto nazionale deve riconoscere aumenti salariali adeguati al caro vita e all’aumento della  produttività. 

Se nei prossimi incontri non vi saranno aperture rispetto alla nostre richieste, si aprirà una fase  conflittuale.  

Massimo Braccini, segretario generale Fiom Livorno e Grosseto.

FONTE: CGIL LIVORNO

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