Pisa: detenuta aggredisce il personale della Polizia Penitenziaria nel carcere Don Bosco

Il SAPPE denuncia l’inefficienza dell’Amministrazione Penitenziaria e chiede interventi urgenti

CARCERE
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Pisa, 1 luglio 2024 – “Quel che è avvenuto ieri nel carcere Don Bosco di Pisa è semplicemente incredibile ed inaccettabile: lo Stato non può più assistere passivamente al degrado ed alla violenza di una frangia di detenuti che pensa e crede di poter fare, nella detenzione, quel che vuole”.

È senza appello l’atto di accusa di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), alla violenza che si è consumata ieri nel carcere di Pisa.

Francesco Oliviero, segretario per la Toscana del SAPPE, informa infatti che “presso il Reparto Femminile della Casa circondariale di Pisa è avvenuta l’ennesima aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.

A distanza di 20 giorni dall’ultima aggressione, la stessa detenuta di nazionalità italiana si è resa nuovamente protagonista, scagliandosi con violenza contro un Agente, che è dovuta ricorrere alle cure del nosocomio pisano“.

“A lasciare il personale di Polizia Penitenziaria sconcertato”, denuncia il sindacalista, “è ancora una volta il ritardo di provvedimenti da parte dell’Amministrazione Penitenziaria.

I detenuti che si rendono protagonisti di tali eventi, stante alle regole vigenti, dovrebbero essere trasferiti immediatamente.

Ci duole segnalare ancora una volta che l’istituto pisano è privo di sistemi di automatizzazione, la struttura è fatiscente e ha bisogno di interventi importanti da avviare nel più breve tempo possibile. Infine, vi è un altro dato che desta preoccupazione: il sovraffollamento”, denuncia il responsabile toscano del SAPPE.

“Si è consumato un gravissimo attacco allo Stato e a chi lo rappresenta in carcere”, continua Capece, “ci vuole una completa inversione di rotta nella gestione delle carceri regionali e della Nazione: siamo in balia di questi facinorosi, convinti di essere in un albergo dove possono fare quel che vogliono e non in un carcere! Facciamo appello anche alle autorità politiche regionali e locali: in carcere non ci sono solo detenuti, ma ci operano umili servitori dello Stato che attualmente si sentono abbandonati dalle Istituzioni“.

Il SAPPE esprime la vicinanza alla poliziotta contusa a Pisa e a tutte le colleghe e i colleghi del Don Bosco”, sottolinea Capece, “ma siamo davvero alla frutta: i detenuti rimangono impuniti rispetto alla loro condotta violenta e fanno quello che vogliono, senza temere alcuna conseguenza.

Urgono contromisure per prevenire gli atti violenti ai danni dei poliziotti”, conclude il leader nazionale del SAPPE: “lo stato comatoso dei penitenziari non favorisce il trattamento verso altri utenti rispettosi delle regole né tantomeno la sicurezza”.

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