Istat: meno pressione fiscale, crescono redditi e potere d’acquisto

Presentati i dati del terzo trimestre 2023 da parte dell’istituto di statistica: un lieve respiro rispetto all’anno precedente

Foto di Luigi Saietti

La scena internazionale europea ha vissuto molti anni economicamente difficili già a partire dai primi del 2000, per poi inasprirsi con l’evento pandemico del 2020; i dato macroeconomici vengono ormai snocciolati quotidianamente, ed oggi Istat, l’istituto che si occupa delle analisi statistiche, ha diramato i risultati che riguardano alcuni dei temi più importanti.

Minor pressione fiscale e lieve crescita dei consumi

Secondo i dati analizzati, rispetto al terzo trimestre 2022 la pressione fiscale avrebbe subìto una diminuzione di 0,2 punti, attestandosi al 41,2%. Leggendo questo dato vanno tenute di conto le varie manovre approvate dalla BCE (Banca Centrale Europea) che hanno alternatamente allargato e ristretto la maglia di questo dato a più riprese per far fronte alle innumerevoli e incombenti spese derivanti sia dai fondi Pnrr che il welfare generale, a fronte di una situazione socio-economica delicata, se non precaria in alcuni stati.

Il dato italiano riguardante i consumi prospettano invece un aumento dell’1,2%; il dato è stato estrapolato dall’Istat in riferimento al Conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche. Torna a crescere anche la propensione delle famiglie al risparmio, stimata al 6,9% (+ 0,6 punti sul terzo trimestre 2022) mentre si calcola il potere d’acquisto sia cresciuto dell’1,3%, a fronte di un aumento dei prezzi dello 0,5%.

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