La denuncia degli utenti e del consigliere comunale Alessandro Perini

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:
“Sempre meno nuoto libero alla piscina comunale. Salvetti promette una cosa e poi ne fa un’altra: in un colpo solo alla piscina Camalich sono state cancellate un terzo delle ore previste per il nuoto libero.
La piscina è del Comune, pagata da tutti i livornesi, e il nuoto è uno sport per tutti. D’altra parte, è ampiamente risaputo che si tratta di una attività altamente consigliata da tutti i medici.
A Livorno, invece, la piscina sta diventando proprietà privata di Stefano Franceschi, che ne è il gestore/padrone. Franceschi sta disponendo dell’impianto per come più gli conviene, sottraendolo al servizio pubblico che si è impegnato a garantire. Con un cartello che rinnova settimanalmente l’orario (in una provvisorietà ormai cristallizzata), nella piscina Camalich sono sparite le corsie del nuoto libero nella fascia oraria 8.30-10.40. Cancellate due ore su sei, a fronte delle undici ore in cui la vasca è utilizzata esclusivamente dall’agonismo. Una spoporzione evidente.
Eppure, è bene ricordarlo, Stefano Franceschi prende dal Comune 1,3 milioni di euro all’anno per garantire ai livornesi il diritto di nuotare. Dove sta finendo questo diritto?
Insomma, ha avuto ragione il comitato degli utenti della piscina, che, preoccupato per l’andazzo della gestione, ha raccolto oltre 200 firme per chiedere al sindaco di difendere il nuoto libero e l’uso pubblico dell’impianto comunale. Ignorati dall’amministrazione, gli utenti si erano rivolti a Fratelli d’Italia. In Consiglio Comunale abbiamo dato battaglia e il sindaco aveva pubblicamente dichiarato che il nuoto libero non sarebbe stato toccato. Non è stato così e vogliamo capire perché. È l’ennesimo inciampo di questa gestione? Oppure quelle del sindaco sono promesse da marinaio? “

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