In arrivo nuovi obblighi per i cicli che stanno già causando malumori e polemiche

Durante i lavori sulla riforma del Codice della Strada 2023, il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha voluto anticipare l’inserimento di alcune restrizioni che riguarderebbero l’uso dei monopattini e delle biciclette, prevedendo l’obbligo di assicurazione, targa, casco e frecce.
Le modifiche al Codice, presentate durante il question time, sono state poi in parte smentite dallo stesso Ministro durante un’intervista con Libero, asserendo in questa occasione che gli obblighi in questione coinvolgerebbero soltanto i monopattini; un vero peccato, però, che in molti ricordino ancora le parole pronunciate dallo stesso Salvini nel 2015, additando come “Matti!” quei membri del PD al senato che avevano paventato la medesima ipotesi, sottolineando tale posizione con l’hashtag #labicinonsitocca.
Oltre agli obblighi sopra citati, l’inasprimento delle regole avrebbe valore anche per le soste selvagge e per la conduzione contromano; un tale giro di vite non poteva che accendere il dibattito tra le associazioni di categoria, prima tra tutte Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), secondo cui i nuovi obblighi sarebbero del tutto inefficaci nell’ottica della prevenzione dei rischi e della tutela della sicurezza.
A monte della correzione di tiro da parte di Salvini, altre associazioni hanno fatto notare che queste modifiche andrebbero soltanto a disincentivare l’utilizzo di mezzi sostenibili da parte dei cittadini, il tutto in una stagione in cui l’afflusso turistico determina la scelta di molti di utilizzare questi mezzi a favore dell’ecoturismo, laddove le Province abbiano contribuito a creare sufficienti sovrastrutture.
Non solo: a seguito di queste modifiche, che l’esecutivo vorrebbe realizzare entro la metà di giugno, l’Italia si attesterebbe come l’unico paese europeo ad avere tali normative.

Lascia un commento