“Voglio riportare allo stadio donne, famiglie e bambini”

Insediamento ufficiale come nuovo presidente del Livorno Calcio questa mattina per l’imprenditore nato in Brasile ma cresciuto in Europa Joel Esciua. Il nuovo patron amaranto, magnate della finanza specializzato nei mercati mondiali emergenti in Asia, Africa e America Latina, originario di San Paolo e formatosi negli studi in Francia si è presentato in conferenza stampa molto a suo agio e con un’ottima padronanza della lingua italiana. Finisce dunque l’avventura del presidente uscente Paolo Toccafondi durata due anni durante i quali comunque Esciua ha sempre seguito con attenzione le sorti della squadra. Il passaggio della nomina a livello formale avverrà il 30 giugno a fine campionato. A fare gli onori di casa il sindaco Luca Salvetti e il presidente onorario Enrico Fernandez Affricano.

Il sindaco: “Data storica per il Livorno Calcio se mettiamo a confronto lo scoramento di 2 anni fa e i 3,5 milioni di debito, un ringraziamento infinito va anche a Paolo Toccafondi per la sua serietà”.
Innamorato di Livorno e della sua storia
“Ho scelto Livorno perché è una città unica, speciale, che come si dice a San Paolo o si ama o la si lascia. Mi sono innamorato della sua bellezza, delle due fortezze, degli angoli della Venezia e della storia delle Leggi Livornine e dei Medici. Una città in cui si respira sport, scherma, nuoto e judo ad esempio, oltre al calcio. Amo la storia multietnica della città e l’apertura della gente”.
Le promesse
“Mantenere una società sana prima di tutto. La serie A? Sicuramente la serie B compete a questa piazza e il progetto si può stimare in 5 anni. Prima bisogna tornare immediatamente nei pro e iniziare da luglio veloci e decisi per vincere il campionato di serie D. Voglio avvicinare la gente alla squadra creando un atteggiamento vincente. Bisogna riaccendere la scintilla. Mi piacciono i tifosi e il loro atteggiamento nei confronti di tutti”.
La parte tecnica
“Il primo tassello saranno il direttore sportivo e l’allenatore, dovranno essere vincenti e se possibile già esperti della categoria, perché sarà difficile incontrare squadre inferiori a livello societario. Non ci alleneremo più al campo della Pro Livorno Sorgenti, un campo inaccettabile che ci è costato molto in termini di infortuni e di gioco. Per il prossimo anno per ora c’è la certezza di un campo di erba sintetica al Coni di Tirrenia ma valutiamo altre opzioni. Dobbiamo partire per vincere subito e risolvere il problema delle trasferte che ci vede con un ruolino di marcia da playout. I modelli di direttore sportivo e di allenatore ai quali mi ispiro sono Luciano Tancredi e Osvaldo Jaconi. Senza pandemia sarebbe stata un’altra storia, per quest’anno pensiamo ad arrivare tra le prime 5 poi si vedrà.
I valori
“Umiltà, immagine e sostenibilità, allo stadio voglio anche le donne, le famiglie e i bambini. Inoltre i livornesi sono famosi per il loro spirito e per la loro apertura e quindi non voglio sentire parlare di razzismo o di antisemitismo e di qualsiasi ismo”.

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