Rapina e aggressione alla Farmacia Pellini in via Grande

Protagonista un uomo sui 50 anni di grossa corporatura

Prima pretende farmaci senza avere la ricetta poi rapina i soldi della cassa e malmena una dottoressa strappandole i capelli. È successo questo pomeriggio alle 15 alla Farmacia Pellini in via Grande. Protagonista un uomo di grossa corporatura con tatuaggi che in seguito si darà alla fuga ma secondo le prime indiscrezioni sarebbe già con tutta probabilità identificato grazie alle 15 telecamere interne della farmacia.

La dinamica dei fatti e le dichiarazioni del dottor Cesare Pellini

Sono circa le 15 quando l’uomo entra in farmacia e saltando la fila esige dei farmaci senza avere la ricetta. L’uomo, una volta che gli viene negato l’acquisto, insiste dando in escandescenze perché per lui questi farmaci sarebbero indispensabili in quanto tossicodipendente. Quando la situazione raggiunge un grado di tensione troppo alta l’uomo viene invitato a uscire ma non rinuncia nel suo intento e anzi tenterà anche la rapina. Rientra quando il negozio è vuoto dai clienti e approfittando di un attimo in cui una delle due dottoresse di servizio al banco è occupata, aggredisce l’altra e la malmena fino a strapparle una ciocca di capelli per farsi consegnare il fondo cassa. Poi chiede anche il contenuto di un’eventuale cassaforte che non è presente all’interno della farmacia, dopodiché si dà alla fuga. In seguito intervengono i Carabinieri e effettuano i rilievi del caso. Decisive per il riconoscimento dell’uomo saranno le telecamere interne e i tatuaggi di questa persona che durante la rapina avrebbe dichiarato di essere anche un ex carcerato.

Sconfortato il titolare, il dottor Cesare Pellini: “È l’ennesima volta che accade un fatto di questo genere: tossicodipendenti sbandati che pretendono farmaci senza ricetta e danno in escandescenze. Fortunatamente i Carabinieri dovrebbero aver già identificato quest’uomo. Questo pomeriggio abbiamo fatto regolare denuncia. Noi come farmacia abbiamo il dovere di tenere la saracinesca aperta e la dottoressa che è stata aggredita quindi non ha potuto neanche farsi medicare e refertare”.

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