Il corteo in ricordo del giovane scomparso da piazza Grande a piazza della Repubblica, lacrime cori e fuochi d’artificio

“Non ci fermeremo mai finché non avremo giustizia”, dopo due mesi arriva il giorno della manifestazione in ricordo di Denny Magina, il ragazzo di appena 30 anni picchiato, assassinato e gettato dal quarto piano di un alloggio di case popolari in via Giordano Bruno, una vicenda oscura dietro la quale si agitano molti spettri, che grida ancora verità e che segna la storia della città, un delitto efferato e ingiusto che rappresenta un tragico salto di qualità dell’illegalità e della malavita.

Sono almeno 500 i manifestanti che si radunano alle 17 di oggi pomeriggio ai Quattro Mori per il corteo silenzioso in memoria di Denny. In testa a portare gli striscioni la famiglia e gli amici più stretti: “non ci arrenderemo mai per questa morte ingiusta”, sono le parole che vengono fuori dal volto tirato del padre.
Intorno sono ovunque le t-shirt bianche con le scritte a pennarello disegnate anche sul posto dagli amici, si legge “Denny per sempre”, “Denny vive”, “Giustizia per Denny”. Sono due gli striscioni, in testa portato dalla famiglia il primo, con la scritta “Sono passati due mesi dov’è la giustizia?” e il secondo che invece recita “Giustizia per Denny”.
Il corteo arriva silenzioso in piazza Grande e sono i familiari e gli amici più stretti a prendere il megafono, la mamma Erika e l’amica di famiglia Alice.
Il messaggio che viene lanciato alla folla con l’altoparlante è pesante e commovente, Denny era una persona speciale e dolcissima e non meritava quello che gli è successo, è palpabile la rabbia per i moralismi delle persone che si sono nutrite di se e di ma per capire cosa stesse facendo Denny in quella casa in cui ha perso la vita senza un aiuto ed un soccorso.
Tutta la città vuole giustizia e verità per questa morte ingiusta. Il corteo riparte e oltrepassata piazza Grande iniziano i cori e gli applausi, i volti si rigano di lacrime fino a che il corteo arriverà alle 18 in piazza della Repubblica dove si conclude, con i manifestanti che si schierano in un cerchio e Alice che prende di nuovo il megafono e ripete il discorso che era stato preparato.
Alla fine gli amici organizzeranno anche uno spettacolo pirotecnico con fuochi d’artificio in ricordo di Denny, una tragedia che ha segnato per sempre la storia della città di Livorno.
Questo il discorso lanciato al megafono
“Denny era una persona speciale, buona d’animo e sorridente, amava gli animali, era una persona buona, aveva il cuore buono, purtroppo tutti commettiamo degli errori e può succedere di perdersi, fa male il moralismo delle persone, Denny non se l’è cercato, nessuno merita quello che gli è accaduto, se tutti i ragazzi che fanno uso di stupefacenti dovessero fare la fine di Denny cosa succederebbe? A Denny è stata negata la possibilità di migliorarsi e riscattarsi, per questo chiediamo giustizia e non ci fermeremo finché non verrà fatta”


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