Sei mesi e mezzo dopo il crollo del muro in via dell’Ambrogiana non è cambiato niente

Macerie, incuria e spazzatura, spuntano anche voci di un progetto immobiliare

Perdura ormai da più di sei mesi lo stato di criticità in via dell’Ambrogiana dopo il crollo del muro “storico” del ‘600 che faceva parte del complesso di ville livornesi della zona, quello che i più anziani ricordano come “il giro delle carrozze”, dove il muro crollato curvando a semicerchio, formava una piccola piazza con fontana, sanpietrini e lampioni antichi, ritratta da vari pittori macchiaioli tra cui Ferruccio Mataresi. Incuria, macerie abbandonate e una piccola discarica sorta tra le transenne più volte forzate per permettere il passaggio dei pedoni, delle bici e degli scooter che in barba al divieto in seguito al crollo del muro del gennaio scorso transitano lungo la via, questo è il quadro odierno della situazione. Il tutto mentre in questi sei mesi e mezzo si sono susseguiti proteste, sollecitazioni dell’amministrazione comunale, interventi di messa in sicurezza contestati e mobilitazioni dei contigui Orti Urbani.

L’intervento di marzo ad opera di Edinfra, la ditta che possiede i terreni, il progetto immobiliare e la voce dei residenti

Dopo l’intervento di messa in sicurezza e di definitiva demolizione dei tratti pericolanti del muro ad opera di Edinfra, ditta detentrice del terreno nel marzo 2022 dopo il secondo crollo, intervento contestato dall’amministrazione e dal sindaco Luca Salvetti, la situazione non è sostanzialmente variata, anzi, anche se si può parlare di aver scongiurato il rischio di ulteriori crolli, la zona resta abbandonata e regna il silenzio sui progetti di recupero e di ricostruzione del muro, tanto che quest’ultima soluzione appare cosa sempre più incerta, tanto è vero che spunta pure un progetto immobiliare che prevederebbe nell’area retrostante il muro crollato, un’area di sessanta ettari, un numero non precisato di edifici di più piani e una zona che resterebbe “a verde”, ivi compreso il mantenimento degli Orti Urbani. Ma della ricostruzione del muro del ‘600 e dell’antico “giro delle carrozze” non si fa menzione. A darci la notizia di queste voci incontrollate ma persistenti di un nuovo progetto immobiliare nella zona e a lamentarsi della situazione è una residente di via dell’Ambrogiana, Alessandra Della Pace pensionata proveniente da Cremona, innamoratasi del borgo di via dell’Ambrogiana e da anni combattente, già prima del crollo del muro, al fine di un recupero dell’identità storica della zona. “Per recuperare la zona” dichiara “occorre primariamente un’unità di intenti tra i residenti e i frequentatori degli orti urbani, c’è da salvaguardare il borgo storico e il polmone verde retrostante il muro crollato. Il giorno del crollo alle 20 di sera il muro era ancora in piedi e il mattino dopo non c’era più, ricordo come se fosse oggi che dieci giorni prima incontrai due signori che facevano dei rilevamenti, al che dopo averli interrogati essi mi risposero che stavano facendo i rilevamenti per la sicurezza del muro e dei passanti, senza qualificarsi. Io risposi che il muro aveva un interesse storico e che non lo si poteva toccare. Dieci giorni dopo era crollato”. La signora ci mostra anche la certificazione di interesse storico del muro che recita: zona urbanistica 6, articolo 11 impianto storico gruppo 3, edifici con valore e immagine storico e ambientale. Progetto immobiliare o no, il crollo del muro innesta dunque un “effetto domino” e gli altri muri che potrebbero crollare non sono fisici ma riguardano un’area da lungo tempo svalorizzata, a livello storico, ambientale e non in ultima sede anche a livello di viabilità, fatte presente le lamentele dei residenti per il traffico insostenibile in una via così stretta e tipica trasformatasi col tempo in una vera e propria arteria stradale che va a collegare il centro città con il mare, con più di una scuola vicino, con il relativo inquinamento acustico e atmosferico insostenibile.

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