Livorno, la stazione ferroviaria è in forte degrado

Partita l’interrogazione del consigliere Gazzetti in regione per segnalare le situazioni di disagio dello snodo ferroviario livornese. Intanto Reset e comune hanno ripulito la parte esterna

STAZIONE DI LIVORNO
foto di Massimo Landi

La chiusura ormai da una settimana del bar della stazione e della libreria all’interno della galleria e i transennamenti nella hall della biglietteria a causa delle crepe dell’intonaco del soffitto del grande locale a rischio crollo sono i punti centrali dell’intervento del consigliere livornese che già nel 2015 operò alla stessa maniera per la chiusura del bar buffet con un’altra interrogazione.

È vero che con la pandemia il traffico ferroviario è di molto diminuito, ma soprattutto per i pendolari e in ragione della non secondaria importanza dello snodo ferroviario livornese, capoluogo di provincia, e soprattutto in vista della riapertura dalle limitazioni dei decreti per il contagio e per la ripresa del turismo, appare, secondo Gazzetti, necessario intervenire per dare il servizio adatto a chi sosta in stazione in attesa del treno in ritardo o per chi ogni mattina come lui lavora fuori sede e necessita di un ristoro e di un ambiente più confortevole, in particolar modo nella sezione a sinistra della biglietteria, ormai completamente abbandonata. Dopo la chiusura del bar viene a mancare un servizio essenziale che lascia vacante anche il destino dei lavoratori occupati nell’esercizio.

La competenza della struttura ferroviaria spetta a RFI, l’azienda di stato che gestisce le stazioni ferroviarie, quindi il ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L’azienda tramite il suo ufficio stampa dichiara che il bar della stazione è in affitto ad un gestore privato che ha deciso in base al calo della clientela causato dal periodo di emergenza pandemica di chiudere per evitare ulteriori perdite economiche. I tempi per la riapertura dipendono del tutto dal gestore dell’esercizio, fanno sapere ancora da RFI.

 A breve la Regione risponderà all’interrogazione di Gazzetti che dichiara in esclusiva al nostro giornale: “tutto dipende dalle competenze e dalla proprietà, le nostre pubbliche amministrazioni possono fare poco, la situazione necessita attenzione e seri interventi, la mia interrogazione non richiama un intervento diretto ma chiede alla Regione di porre una serie di domande a coloro che sono i legittimi proprietari e responsabili di quello che sta succedendo, il punto non è l’efficienza dei trasporti ma la situazione di degrado e gli interventi pubblici di cui non si ha notizia, sono certo che questi interventi vanno fatti e volevo rendere noti i fatti ai cittadini al fine di rendere la stazione ferroviaria più accogliente e più funzionale”.

A contraltare del degrado riportato c’è la cura dei giardini all’esterno della struttura ad opera dell’associazione no profit Reset, già attiva nelle pulizie delle Terme del Corallo e di villa Maurogordato e di altre strutture pubbliche degradate, in sinergia con il comune di Livorno. Inoltre procedono spediti i lavori di costruzione del nuovo deposito delle biciclette. Reset e il comune di Livorno hanno ripulito la vecchia fontana dove c’erano i pesci rossi, l’illuminazione è stata ripristinata, i lampioni più vecchi saranno sostituiti, le fogne e le bocche di lupo sono state liberate da fango e sporcizia e varie carcasse di bici, motorini e persino auto, sono state sgomberate, soprattutto nella zona davanti alle Poste. La situazione all’esterno della stazione ferroviaria dunque è piuttosto positiva e l’ambiente appare ordinato e confortevole. Per l’interno occorre attendere l’intervento in risposta alla presa d’interesse recente, risposta che arriverà da Roma.

Simone Consigli

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