Ha aperto ieri la nuova mostra sull’artista statunitense morto nel 1990 a soli 32 anni

Apre oggi la nuova mostra di Palazzo Blu a Pisa, dedicata a Keith Haring, l’artista statunitense morto nel 1990 a soli 32 anni di Aids e padre della street art mondiale. Non è una mostra come tutte le altre per il museo e per la città, dato che Keith Haring ha disegnato proprio qui a Pisa, sul muro della chiesa di S. Antonio vicino alla stazione, la sua opera più grande e importante, a pochi giorni dalla morte, il murales Tuttomondo.
L’organizzazione
La mostra è realizzata dalla Fondazione Pisa, in collaborazione con MondoMostre e con la straordinaria partecipazione della Nakamura Keith Haring Collection, a cura di Kaoru Yanase capo curatrice della fondazione giapponese.
Per l’occasione al taglio del nastro ufficiale, oltre a tutte le autorità locali e nazionali ha voluto dare il suo battesimo ufficiale anche il consolato generale statunitense di Firenze.
La Nakamura Collection è una raccolta di opere che proviene dal Giappone, dove ha sede il più importante museo dedicato all’artista, le opere di Palazzo Blu sono un’anteprima europea. Cappellini, poster, t-shirt, siamo abituati a vedere le opere dell’artista riprodotte sugli oggetti di uso quotidiano oppure sui capi d’abbigliamento.
L’artista
Keith Haring è un artista pop anomalo, accanto ai colori vivaci, ai disegni che ricordano il fumetto è profonda la ricerca per “mettere in discussione la parte oscura della società e dare un messaggiodi speranza che va trovato a partire dal kaos, per connettere le persone e trovare il dialogo” spiega bene con un comunicato dal Giappone il proprietario della collezione Nakamura, Kazuo Nakamura.

Le opere
170 Opere, dai primi lavori di Haring fino agli ultimi, con molte serie complete quali Apocalypse (1988), Flowers (1990) e Untitled (1985).
Le sezioni in totale sono nove e seguono la vita di Haring e ripercorrono l’intera carriera artistica e l’ampia gamma di tecniche espressive da lui indagate, pittura, disegno, scultura, video, murales, arte pubblica e commerciale.
I messaggi e le icone sono rappresentati in tutte le opere, dal bambino radioso, ai cuori, agli animali, alle piramidi, tutto quanto ha reso famoso Keith Haring e ha portato la sua arte all’aperto, fruibile da tutti, sui muri, sulle magliette, sulle borse, sui cappellini, libera di essere goduta.
La lotta all’AIDS, contro le discriminazioni, il razzismo, l’omofobia, la guerra, il nucleare, accanto alle icone pop ci sono i messaggi, le prese di posizione. “Gay cancer”, così veniva denominata l’Aids negli anni ottanta a New York.
Per Keith Haring New York rappresentava un posto da scoprire, pieno di emozioni forti, in un momento particolare per la street art, e per tutto il movimento culturale mondiale, gli anni 80 newyorkesi.
Per questo artista proveniente da una piccola città della Pennsylvania tutto poteva essere possibile, un sogno che si avverava. Poi la malattia e la consapevolezza di morire, probabilmente già a 23 o 24 anni.
Il murales pisano Tuttomondo, disegnato negli ultimi tempi di vita “provate a guardarlo con occhi diversi” sottolinea Kaoru Yanase “nasconde tutti i temi sociali e le battaglie di Keith, lì troverete tutte le vostre risposte”.
Una mostra speciale per un artista speciale quella di quest’anno a Pisa, data la frequentazione dell’artista nella città della Torre pendente.
La mostra resterà aperta fino al 17 aprile 2022
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