Una Pagaiata per la vita con il ricordo di Irene

Emozionante manifestazione delle ” Bimbe in Rosa”in ricordo di Irene Busonero, scomparsa a 30 anni 17 mesi fa. Il ricordo della mamma

Un momento della cerimonia

Livorno, 12 settembre 2021. Con una manifestazione giocosa come è nel loro stile con le Dragon Boats, le “bimbe in rosa” livornesi le Pink Florence Lilt e le Astro Dragon Lady. si sono esibite questa mattina a Stagno , nelle acque dello scolmatore a una gara con equipaggi a 20 e 10 remi organizzata dal canoa club Livorno

Ilenia Pellegrini (foto Riccardo Repetti)

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Ricordiamo che le “bimbe in rosa” sono donne che hanno o che hanno avuto un percorso oncologico ed ematologico, le quali si sono andate ad aggiungere alle prime formazioni che erano costituite da donne affette da tumore al seno. Con a capo la canoista Ilenia Pellegrini che ha organizzato un gruppo fatto di donne di ogni età, che in qualche caso stanno ancora affrontando la malattia e le relative terapie, che pagaiando possono dare ottimi risultati.

Presenti Giovanni Giannone delegato Provinciale CONI, L’ Assessore all’urbanistica di Livorno Silvia Viviani, Maurizio Quercioli, dopo la gara sono saliti a bordo di una “dragon boat” i genitori di Irene Busonero, strappata alla vita da un male incurabile all’età di 30 anni 17 mesi fa, e dopo una breve cerimonia sono stati lanciati dei fiori nelle acque in suo ricordo.

Irene Busonero

Di seguito il ricordo della madre Stefania D’Echabur: perché il cancro quando irrompe in una famiglia è di tutti.

Tutto ha avuto inizio da un desiderio di Ilenia Pellegrini, amica da una vita e incredula per mesi davanti alla sorte maledetta che ci ha portato via la nostra Irene.

Irene era una musicista, ma come tante donne delle “bimbe in rosa” ha lottato come una leonessa per restare nella vita. Era un suo desiderio appena stava meglio di unirsi a queste combattenti e compagne, perché durante la malattia durata 3 lunghi anni ha imparato una cosa fondamentale, la condivisione.
Non è avvenuto, non ce l’ha fatta e oggi 12 settembre le donne nel suo Ricordo hanno deciso di portarla con loro in una “pagaiata per la vita”.
Come mamma, come genitori e parenti stretti essere stati a remare nello specchio del Canoa club è stata una grande emozione, perché bellezza pura.

La “commemorazione” nel minuto di silenzio, i fiori deposti in mare e la musica a seguire, ci ha uniti tutti tra la realtà crudele della perdita e la paura della malattia, ma anche nella speranza per i tanti volti incrociati durante quei minuti e la consapevolezza che la nostra bimba era lì con noi, perché questa giornata è stata bellezza pura e la mia adorata bimba questo oggi è. Amore assoluto.

Il 12, il giorno che segna l’assenza di Irene da diciassette mesi su questa terra, io e lei ci mettiamo in ascolto cercando di fare sempre insieme qualcosa di bello.

E oggi la sua musica è stata insieme a tutte queste donne meravigliose, l’amica Serena musicista con il quale due anni fa Irene ha condiviso un concerto su Fabrizio De André l’avevo contattata per una canzone ed è successa una cosa molto commovente, alla cerimonia sono voluti essere presenti i suoi musicisti di quella sera.
E da oggi “Bocca di rosa” sarà la mia Irene e sono certa che il suo violino era tra loro come allora.

Dovrei fare dei ringraziamenti e sono tanti, per ora mi limito, poi nei giorni futuri saranno fatti in maniera ufficiale.
Ma voglio ringraziare l’amore in primis che sorregge ogni crociata della vita.
Ilenia che ha permesso tutto questo. Canoa club.
70 donne, dragonesse vestite di rosa.
La mia famiglia. Presente sempre.
Babbo Graziano che in silenzio sulla barca mi ha tenuto stretta la mano.
I vari sponsor.
Massimo Andorlini, partito con me in questa preparazione per dare una mano con la nostra pagina Facebook Noi Livorno e alla fine è stato un vero bulldozer in tutto.
Il professore di Irene, Angiolo Gadducci con un messaggio sincero e pieno di tanto bene per la sua bimba e per le pazienti oncologiche.
Tutte le persone presenti venute per stringersi intorno a noi in una giornata di filantropia pura e le donne e le “donnine”, figlie trepidanti per le loro madri, ma anche compagni, sorelle, fratelli, madri e padri.
Perché il cancro quando irrompe in una famiglia è di tutti.

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