Nella nuova costellazione dei Distretti Rurali in Toscana, in via di definizione il Distretto Rurale delle Colline Livornesi-Pisane. Collesalvetti capofila

In questo momento post Covid-19 tutti stanno riscoprendo il valore della campagna e dell’agricoltura.
“Distretto Rurale, dalla competizione dei singoli alla competizione dei territori La sfida è aggregare gli attori della filiera in un sistema virtuoso di fare reddito da far sì che le produzioni abbiano maggiore successo. .
La nuova legge regionale (L.R. 17 del 2017) sui distretti rurali, è lo strumento giusto per supportare i territori in questa nuova riscoperta. “In questo, il recupero delle aree interne è fondamentale per una questione ambientale e sociale: non possiamo permetterci di spopolare le aree interne, è un dovere civico di tutti preservarle e fino a oggi questo è stato fatto dagli agricoltori, che in generale hanno legato l’Italia. Senza di loro conosceremo un territorio devastato, soggetto a smottamenti, danni incalcolabili a ogni temporale. L’Italia dell’agricoltura è fatta di multi-produzioni e va supportata con azioni politiche di sostegno e infrastrutture”.
In Toscana abbiamo il Distretto della Val di Cecina che comprende undici comuni, dieci nella provincia di Pisa (Lajatico, Volterra, Montecatini Val di Cecina, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Monteverdi Marittimo, Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina) e uno in quella di Livorno (Cecina).
L’obiettivo del Distretto è quello di coordinare il lavoro e le risorse e ottimizzare i finanziamenti sia per lo sviluppo agricolo e agroalimentare sia per altri aspetti della gestione del territorio, da tematiche ambientali e idrogeologiche ad altre come quella della mobilità dolce.
Il suo ruolo di sviluppo e realizzazione di progetti, per il quale si avvale di una struttura tecnica che si occupa di fornire consulenze e cercare finanziamenti.
É importante, quindi, pianificare la crescita e la stabilizzazione di un’economia locale che veda nella valorizzazione multifunzionale del proprio territorio la sua principale risorsa. Il Distretto Rurale sarà un nuovo sistema di governance territoriale su cui basare nel tempo la programmazione locale, in grado di captare e intercettare tutte le risorse disponibili, sia quelle interne al territorio sia quelle esterne (regionali, nazionali ed europee), diventando quindi punto di riferimento e di attrazione per altre forze umane ed economiche.
Mappa dei Distretti in Toscana.
Il Distretto della Val di Cecina si aggiunge ai sette distretti già presenti: il Distretto rurale della Toscana del Sud e della Maremma, il Distretto rurale floricolo di Pistoia e Lucca, quelli della Lunigiana, di Montalcino e del Chianti, il Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, il Distretto rurale forestale della montagna.
“Distretto Rurale, dalla competizione dei singoli alla competizione dei territori punta i riflettori su come politica e impresa possono condividere una pianificazione di sviluppo.
I Distretti Rurali sono una risorsa dalle grandi potenzialità, che parla di identità e storia comune, di integrazione fra attività agricole e servizi locali, di coerenza tra produzione di beni e servizi a vocazioni territoriale, il tutto rivolto a una sostenibilità in primis sociale e turistica, oltre che economica, che passa attraverso la promozione di uno sviluppo rurale e la valorizzazione delle produzioni di qualità, il biologico, come olio, vino, miele, grano, ortaggi o frutta, favorendo l’integrazione di filiera, oltre a garantire la sicurezza alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio.

Ottima notizia è la costituzione in via di definizione del Distretto Rurale delle Colline Livornesi-Pisane.
Uno strumento di governance che farà diventare Collesalvetti, un comune agricolo e renderà competitive per i bandi e a livello economico tutte le realtà imprenditoriali facenti parte del distretto.
Uno strumento che incentiverà la filiera tra imprese, dalla coltivazione al prodotto finale e che mette le basi per una futura riconversione ecologica del territorio con un aumento delle percentuali di terreni a coltivazioni biologiche.
Collesalvetti sarà capofila di questo progetto, che vedrà la partecipazione anche dei Comuni di Fauglia, Santa Luce, Castellina Marittima, Orciano Pisano, Cascina, della Camera di Commercio di Pisa e Livorno, di tutte le associazioni di categoria del mondo agricolo, di Cna Pisa e Livorno e delle associazioni di categoria del commercio.
Emerge la capacità delle aree di fare qualità e di competere, solo facendo fronte comune di esperienze ed energie si può progettare il futuro dei territori, di sviluppo economico: “Il termine competere va inteso soprattutto nell’accezione di ‘andare insieme verso un obiettivo’, quindi competizione come coesione verso un’economia che deve rifondare i suoi criteri. L’agricoltura italiana è la più sostenibile d’Europa, siamo il Paese più ricco di biodiversità in Europa.
È fondamentale che la politica sia vicina a tutti quei settori che hanno voglia di esprimere la qualità e l’unicità del territorio.
In questo contesto, non può mancare la formazione: ecco quindi sinergia scuola-impresa per il sostegno allo sviluppo del territorio, con il virtuoso esempio dell’ITS, degli Istituti Alberghieri, Agroalimentare, perché per lo sviluppo di un territorio è fondamentale, come sottolineato anche da molti è riuscire a formare e attrarre professionalità e arginare le fughe di cervelli.
Rispetto a questo nasce una domanda: stiamo andando verso un nuovo modello sociale che stravolgerà il concetto della globalizzazione? La sfida sarà sulla globalizzazione o sul mercato interno? Domande a cui ora non possiamo rispondere, ma quel che è certo è che questa fase storica deve portare tutti noi ad avere una visione e una strategia. Non c’è ancora un progetto di strategie paese sull’agro-alimentare.
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