Livorno, strade e piazze violente: il degrado della libertà

Degrado, legalità, illegalità, ordinanze anti bivacco e regolamenti di polizia urbana. in queste settimane in città non si è parlato d’altro.

Alcol per le strade di Livorno (foto Riccardo Repetti)

L’idea di partenza è stata che in questa città la prima cosa che sembra degradata è l’idea stessa di libertà. Non vogliamo ancora rassegnarci all’idea che una gestione più partecipata della cosa pubblica a Livorno sia stata solo un’illusione. Giorgio Gaber cantava che “libertà è partecipazione“. Non si sbagliava.

La degenerazione che preoccupa è quella dei rapporti sociali, della solidarietà, del rispetto delle regole, dell’incontro, della convivenza civile, l’interazione sociale.

Trovare l’equilibrio nella convivenza civile, sembra sempre più difficile in città. Diverse idee di strade e di piazze si stanno confrontando e scontrando in questi ultime settimane con sempre più forza e con toni sempre più accesi.

L’oggetto di discussione è ancora una volta il “degrado”, presente anche a Livorno, e diventa un vero e proprio insulto verso chi occupa case, luoghi disabitati, chi compie reati, accoltella, rapina, scippa, oppure verso i tanti giovani, stranieri, studenti, giovani che decidono i propri attraversamenti vivendo luoghi pubblici, piazze,

Controlli in piazza Garibaldi

strade simboliche della città.

Le vie e le piazze della violenza. Uscire in strada ha sempre più problemi e sempre meno libertà

Da via della Pina D’Oro, si attraversa velocemente quella zona del centro, di piazza Garibaldi, piazza dei Mille, dietro i vicoli si fanno più stretti e avvolgenti, dalla raggiera di strade ci si infila decisi un un micro caos.

Spesso ci sono blitz delle forze dell’ordine. Siamo nei luoghi che, già dall’ordinanza, viene definito di degrado urbano. zone da riserva indiana per alcuni: luoghi da vivere in libertà per altri. In questo triangolo come noto gravitano numerosi spacciatori. recentemente si è consumato un duello e accoltellamento tra magrebino, marocchino, e tunisino. Forse regolamento di conti nell’ambiente dello spaccio?

Viene meno la libertà, quella di potere uscire, di mangiare e bere in un ristorante, di passeggiare ad una certa ora della sera.

“Io ho paura quando la sera finisco di lavorare. E il clima pesante che si respira a due passi da piazza Repubblica e piazza Garibaldi”. Non rientro a casa mai da sola”. Lo afferma una residente che abita nella zona limitrofa, Debora Giusti. Appena spenti i riflettori sulle iniziative organizzate dalle istituzioni, la zona piomba di nuovo nelle mani della malavita. Capita spesso che gli agenti della questura con il supporto dei carabinieri e della finanza con unità cinofile antidroga, intervengano in piazza Garibaldi. La piazza è luogo di presidio e controllo del territorio coordinata dal questore Roberto Massucci.

E’ durata poco la pace anche in piazza XX Settembre, e soltanto della notte tra venerdi e sabato che due uomini sono rimasti feriti a seguito di una rissa a suon di coltellate. Un episodio che ferisce l residenti e opacizza gli spettacoli organizzati per la rassegna “Praticamente piazza venti on the stage”, fortemente voluta dal Comune e dal questore Roberto Masucci, per riqualificare uno dei luoghi storici e suggestivi della città del Pentagono. Vinicio Lenzi

La movida in venezia

In questa escalation non sfuggono i giovani

La microdelinquenza giovanile è un fenomeno che si sviluppa sul concetto di devianza, del trasgredire per assumere un’identità all’interno della società. Il fine settimana esplode con innumerevoli forme di episodi quali furti, rapine, estorsioni, ma soprattutto atti di vandalismo, violenza contro le persone e uso di sostanze stupefacenti. Nel quartiere Venezia il sabato i residenti sono in ostaggio di notti da sballo. Sono esasperati. “Dove è andata a finire la legalità?”

E le famiglie dove sono? in linea generale la famiglia rappresenta la principale incubatrice di futuria aggregati alle baby gang , la disattenzione dei genitori, distratti da mille impegni quotidiani, un permissivismo eccessivo, un controllo asfissiante possono provocare reazioni violente e di ribellione, all’interno dell’ambiente domestico o all’esterno.

I fumogeni di sabato sera in piazza del luogo pio

Cosa si potrebbe proporre per risolvere il problema del degrado?

Un nuovo tentativo potrebbe arrivare dai residenti e ristoratori, che coinvolga in prima persona i gestori dei locali, spesso sul banco degli imputati.
Dell’assunzione di responsabilità da parte di coloro che dalla notte traggono i maggiori vantaggi e che non possono sperare di scaricare sulla collettività i ‘costi’ delle loro attività».
Con un’ottica più ampia, che li veda coinvolti in un sistema di coordinamento con le forze dell’ordine e con i rappresentanti dei quartieri, dove ognuno faccia la sua parte».
Personale preparato che con il giusto coordinamento possono chiamare una pattuglia quando le situazioni rischiano di degenerale. Possono inoltre avere rapporti con i residenti e tenere il polso della situazione.
Ciò che conta è maturare la consapevolezza che la prevenzione delle degenerazioni notturne è un problema di tutti. E che nel rimpallo delle colpe chi davvero procura danni e disagi la fa sempre franca. Livorno è una città che ha gli occhi del mondo addosso.

C’è chi dice che servono nuove regole specialmente sul fronte dell’alcol. Citiamo solo un dato: in Toscana il 70% dell’alcol consumato viene dalla distribuzione, ossia è acquistato direttamente. mentre solo il 30% viene dalla somministrazione dei bar e pub.

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Commenti

Una risposta a “Livorno, strade e piazze violente: il degrado della libertà”

  1. Avatar Suardi Luigi
    Suardi Luigi

    Occorre più Stato insieme alla società civile non possiamo lasciare i residenti quasi tutti anziani a affrontare i disagi da soli.

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